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BADIA POLESINE

Punto sanità, comune in rivolta

Giovanni Rossi: “Scelte sbagliate. E Badia deve tornare all’interno del comitato dei sindaci”

Punto sanità, comune in rivolta

L’amministrazione di Badia Polesine “marca” l’Ulss sul futuro del Punto sanità.

Dopo la pesante lettera inviata dal sindaco al direttore generale dell’Ulss 5 e al presidente della conferenza dei sindaci, la questione dell’ex ospedale di riviera Miani ha fatto capolino nel consiglio comunale di lunedì. Nel corso della presentazione del Dup, il Documento unico di programmazione, l’assessore al Bilancio Stefano Baldo ha fatto sapere che il sindaco Giovanni Rossi aveva di recente inviato una lettera ai vertici dell’Ulss per chiedere risposte in merito al Punto sanità.

“Stanco di quello che stava succedendo - ha poi confermato il primo cittadino - ho inviato una lettera al direttore generale dell’Ulss e al presidente della conferenza dei sindaci. Una lettera pesante, in cui ho citato cinque-sei punti in cui pretendo risposta. Proprio per aver più facilmente delle risposte, mi sto battendo affinché Badia torni all’interno del comitato dei sindaci. L’onorevole Giacometti è stata lunedì dal direttore generale per ribadire quanto scritto e che le scelte fatte all’incirca una decina di anni fa, adesso stanno portando i frutti sbagliati”.

“Lunedì pomeriggio - ha detto l’onorevole e vicesindaco Antonietta Giacometti a margine del consiglio - sono stata dal direttore Antonio Compostella, il quale mi ha assicurato che entro la fine di questa settimana il Punto sanità tornerà ad essere dotato di una cassa automatica per il pagamento dei ticket. Ero già stata da lui la scorsa settimana, e in quell’occasione mi era stato detto che la cassa a sostituzione di quella rubata alcuni mesi fa era stata ordinata. Aspettiamo dunque di vedere se nei prossimi giorni ne arriverà una nuova, altrimenti sono pronta a tornare dal direttore tutte le volte che sarà necessario”. La vicesindaco è tornata dal confronto con altre novità legate alla struttura.

“Il direttore - ha proseguito Antonietta Giacometti - mi ha assicurato che lo sportello sarà aperto 4-5 giorni a settimana anziché tre, mentre il punto prelievi rimarrà attivo per tre giorni. Mi sono state date anche alcune anticipazioni per quanto riguarda la medicina di gruppo che dovrebbe approdare in riviera Miani: dove prima c’erano cinque ambulatori ne sono stati ora ricavati sette. C’è inoltre uno spazio dedicato al ricevimento dei pazienti e un altro riservato agli infermieri. Il direttore mi ha anche fatto sapere che hanno provveduto alla maggior parte delle richieste presentate dai dottori: ora starà a loro decidere se trasferirsi oppure no”.

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