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Economia e finanza

Un colosso da un miliardo e mezzo

L’operazione potrebbe concludersi entro l’estate del 2020. Sarà il grande polo veneto delle Bcc

Un colosso da un miliardo e mezzo

02/10/2019 - 20:02

 Le tappe avverranno a ritmo serrato per arrivare alla celebrazione finale del matrimonio fra RovigoBanca e VenetoCentro Bassano banca entro l’estate del 2020, al più tardi entro il prossimo anno. Non arrivano conferme ma nemmeno smentite sulle indiscrezioni trapelate a proposito di una imminente aggregazione bancaria fra le due Bcc, RovigoBanca e la vicentina CentroVeneto. E nel silenzio dei vertici dei due istituti di credito le tappe per la fusione e la costruzione di un gruppo bancario solido continuano. Forti di numeri che dimostrano quanto la creazione del colosso del credito sia sempre più probabile, con la prospettiva di un istituto capace di sviluppare un miliardi e mezzo di euro di finanziamenti.

L’obiettivo L’obiettivo è la realizzazione del secondo polo bancario del Veneto per quel che riguarda il gruppo di Cassa centrale, una delle due case madri delle Bcc (l’altro è Iccrea).

Tappe che, se tutto sarà confermato, prevedono una serie di passaggi da formalizzare già nelle prossime settimane.

Le tappe Il primo appuntamento, infatti, è la definizione degli accordi di fusione, con l’obiettivo dimettere nero su bianco l’architettura del progetto di fusione. Un matrimonio che non sarà celebrato a causa di criticità di uno dei due contraenti, ma un’operazione industriale per creare un gruppo solido e con una rinnovata capacità di stare sul mercato del credito e dei servizi bancari.

Il secondo step, poi sarà l’approvazione, da parte dei consigli delle due Bcc, dell’operazione di fusione. Passaggio questo che potrebbe concludersi già entro il prossimo mese di novembre. Quindi sarà la volta dell’approvazione, da parte dei due cda del piano industriale, il progetto, definito in tutti i dettagli, dell’aggregazione. E sarà questo il vero punto di non ritorno, la svolta definitiva, dopo la quale non si potrà più fare retromarcia.

Da definire, in sede di costruzione del piano industriale, anche cda, nome e sedi della nuova Bcc.

Un timing che dovrebbe trovare la sua conclusione entro l’inizio della primavera 2020. Un passaggio che avrà bisogno anche dell’ok di Bankitalia e del via libera della Banca centrale europea. Infine il momento conclusivo del percorso di fusione, che suggellerà il matrimonio sotto tutti i punti di vista, ossia il voto finale delle assemblee delle due banche, che segnerà, di fatto, l’inizio della vita del nuovo soggetto bancario. Il tutto dovrebbe concludersi entro l’estate del 2020, o al massimo entro l’inizio dell’inverno 2020.

I numeri L’operazione, se condotta in porto, andrà a costituire un colosso bancario nel panorama del Nord est. I numeri parlano chiaro: Rovigobanca ha chiuso il bilancio 2018 con un utile di 2,8 milioni di euro; Centroveneto Bassano banca ha chiuso con un attivo di 5,3 milioni. E ancora Rovigobanca si presenta al matrimonio con Vicenza con 20 filiali sparse sul territorio ed altri numeri in crescita: una raccolta complessiva passata da 936,4 milioni di euro a 951,8 milioni di euro (incremento assoluto pari a 15,4 milioni di euro). E ancora: 421,4 milioni di euro di crediti alla clientela e oltre 150 dipendenti; 5.224 soci e oltre 30.000 clienti, tra privati e aziende.

CentroVeneto, invece conta su 255 dipendenti, 58mila clienti (di cui 8.900 aziende). Inoltre 32 filiali, localizzate in 27 comuni e in tre province (Vicenza, Padova e Treviso), con 96 comuni di competenza territoriale. Si formerebbe un colosso da 400 dipendenti, oltre 50 filiali, e una capacità di sviluppare finanziamenti per un miliardo e mezzo e 2,7 miliardi di raccolta.

Il polo La fusione tra le due Bcc sull’asse Rovigo-Vicenza, collegate dall’autostrada Valdastico, punta alla costruzione di un polo bancario di livello assoluto con l’obiettivo, in rapida sequenza di aggregare altre Bcc operanti nel territorio compreso tra la provincia di Vicenza e quella del padovano occidentale. Un territorio che così dal Polesine alla provincia di Vicenza tutta, con estensione al padovano occidentale e al veronese orientale andrebbe a costituire una poderosa “massa critica” bancaria capace di stare sul mercato e offrire servizi sempre più completi ed efficienti ai propri clienti sui territori di competenza.

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