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BOSARO

Anziana e malata: messa in strada

L’appello di un 47enne: “Impossibile avere una casa Ater, cerco qualcuno che possa ospitarmi”

Anziana e malata: messa in strada

“Martedì mi cacciano di casa e non so dove andare a dormire”.

A raccontarci la sua incredibile e triste storia è Mauro, un 47enne residente il via Berlinguer a Bosaro.

Da alcuni anni, Mauro è costretto a rimanere in casa per assistere l’anziana mamma di 87 anni, sottoposta a cure palliative a domicilio. Per questa ragione, non gli è più stato possibile recarsi al lavoro, e per lui sono iniziate le difficoltà economiche. Tre persone che vivono nell’appartamento, le cure della mamma, bollette di luce, gas, acqua e telefono da pagare, bollo e assicurazione della macchina e ovviamente qualcosa da mangiare, lo hanno portato a non essere più in grado di far fronte all’affitto.

Nonostante i tentativi di trovare un accordo con il proprietario e la richiesta di proroghe, Mauro si è visto recapitare l’avviso di sfratto che ora è diventato esecutivo.

“Martedì mattina si presenteranno ufficiale giudiziario e carabinieri a casa e io e la mamma non sapremo dove andare a dormire - racconta Mauro, con disperazione ma anche con grande dignità - ho chiesto aiuto al Comune per avere una casa popolare, ma esistono graduatorie che non mi permettono di entrare velocemente. Ho chiesto anche la possibilità di far ricoverare la mamma in un hospice della provincia ma mi hanno risposto picche perché anche lì ci sono graduatorie da rispettare, e non posso certo saltare davanti agli altri”.

Una situazione davvero grave. L’appello di Mauro è rivolto a qualche persona di buon cuore disposto ad ospitare lui e la madre fino a quando non riuscirà a risollevarsi dal momentaneo stato di difficoltà e sarà in grado di far fronte ad un affitto. “Non posso permettermi di cercare un appartamento tramite agenzia e nemmeno direttamente da un privato perché al momento non sono in grado di anticipare le canoniche tre mensilità - continua con grande onestà mauro - non voglio e non posso illudere nessuno dicendo che sono in grado da subito di pagare, ma posso assicurare che tra 15 o 20 avrò un’entrata sicura e qualcosa posso anticipare. Spero solo che qualcuno si metta una mano sul cuore e riesca a darmi una mano per l’immediato”.

Una serie di incertezze che stanno complicando, e non poco, la sua vita e quella della mamma, gravemente malata. L’unica certezza è che martedì mattina Mauro e la mamma saranno obbligati a lasciare la loro casa e, visto quello che succede quotidianamente a chi, pur non essendo nelle sue stesse condizioni, viene invece aiutato da Comuni, enti ed associazioni varie, è qualcosa di umanamente intollerabile.

Sulla "Voce" di venerdì 4 ottobre l'articolo completo.

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