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PALLA OVALE

Squinzi “sfiorò” Rovigo e il rugby

Lo storico imprenditore e grande appassionato di calcio

Squinzi “sfiorò” Rovigo e il rugby

03/10/2019 - 16:58

Storico imprenditore, grande appassionato di calcio e protagonista principale del miracolo Sassuolo, condotto in pochi anni dalla Serie C2 alla massima serie, in A.

Nella giornata di mercoledì, si è spento a 76 anni Giorgio Squinzi, piegato da un male incurabile.

Il politico rodigino Nello Piscopo lo ricorda così: “Quando ero assessore allo sport ebbi modo di conoscere Giorgio Squinzi e la sua straordinaria famiglia. Era il periodo in cui stavamo cercando uno sponsor di alto livello che potesse dare una mano alla Rugby Rovigo per fare un ulteriore salto di qualità. Me lo presentò l'amico Renzo Bullo, il quale mi accompagnò nella loro azienda Mapei di Milano. La moglie Adriana, vero cuore pulsante e importante punto di riferimento della famiglia Squinzi, mi fece visitare tutta l'azienda. Uno stabilimento all'avanguardia dove non solo si puntava sulla qualità dei prodotti ma anche sul benessere lavorativo dei dipendenti. Sale relax, palestra con importanti attrezzature, insomma una vera e propria osmosi tra proprietà e collaboratori. Andai a pranzo con tutta la loro famiglia, dove mi raccontarono di essere grandi amici di Berlusconi e mi raccontarono simpatici aneddoti. Era il periodo in cui la Mapei, importante sponsor del ciclismo, stava uscendo da quel mondo, fortemente delusa dai grossi scandali di doping”.

L'ex assessore allo sport prosegue: “Spiegai loro il mondo del rugby. Iniziarono ad essere interessati e diedero la disponibilità di inserire nei nostri campi di gioco (ad iniziare dal vivaio) i loro cartelli pubblicitari. Diedero anche la disponibilità di far utilizzare ai nostri giocatori la loro sede di medicina dello sport nel varesino, tra le più all’avanguardia d’Italia. Riuscii a strappare loro la promessa di venire a vedere una partita di rugby nella nostra città. Ci lasciammo con l'impegno che ci saremmo sentiti per iniziare una collaborazione. Al ritorno in città passai le notizie ai dirigenti della rugby Rovigo, con l’impegno di proseguire sulla strada che avevo delineato. Non seppi più nulla di come gestirono successivamente questo rapporto, sta di fatto che la Mapei a Rovigo non ci mise piede, forse avrei fatto bene a gestire la questione direttamente” conclude.

Sulla "Voce" di venerdì 4 ottobre l'articolo completo.

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