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L'ADDIO

"Eri il nostro 10. Ora giochi lassù"

Ultimo straziante saluto a Giulio. Le parole strazianti di amici e famigliari

“Ciao Giulio, sarai sempre con noi”. Così recita uno degli striscioni all’entrata della chiesa. Si è svolto questo pomeriggio, tra lacrime e forte commozione, il funerale di Giulio Nali, 28 anni. Nella chiesa di Santa Maria Maddalena, gremita dal dolore per il giovane, morto nel tragico incidente stradale di sabato scorso insieme a Miriam Berselli e Manuel Signorini. Tre comunità riunite per l’estremo saluto: quelle di Occhiobello, di Salara e di Melara, con la presenza dei rispettivi sindaci.

Figlio unico, fidanzato con Benedetta, anche lei dipendente del supermercato. La sua passione era il calcio. “Giulio era un talento – con queste parole il parroco ha ricordato il giovane - e in campo dava tutto sé stesso. Giocava da protagonista, non dietro le file. Era il numero 10, il numero più ambito per un giocatore di calcio. Un centrocampista, che non vinceva mai da solo perché coinvolgeva tutti i compagni. Ed era un catalizzatore di amicizie. Sapeva unire tutti, mettere in contatto gli uni con gli altri”.

“Ovunque andasse - ha proseguito il parroco - non c’era persona che non lo conoscesse. E, se capitava, era certo che sarebbe tornato a casa con un amico in più”. Ma era anche un bravo studente, nonostante “non amasse fare la figura del secchione, per questo se ne stava sempre in ultima fila. Dopo il diploma, l’università e la laurea in tecniche di radiologia. E subito dopo il servizio civile. Perché, oltre a essere intelligente, era anche un ragazzo umile, con una spiccata sensibilità civica. Il grande arbitro pare abbia fischiato il fine partita. Non condividiamo la sua scelta. Ci piacerebbe invocare supplementari e rigori. Ma se quella è stata la partita di riscaldamento, ora ha inizio quella vera, quella eterna. Un protagonista della vita, che l’ha vissuta a piene energie. Un esempio che non possiamo trascurare. Grazie per ciò che hai insegnato, non ti dimenticheremo mai, campione”.


Emozionante il saluto dei due amici, saliti sull’altare per dire addio a Giulio attraverso una lettera. “Sei stato il fratello che non ho mai avuto”, così, con la voce interrotta per la commozione, legge il primo amico. E parlando a nome di tutti ha proseguito: “Eri speciale. In queste serate abbiamo capito che sarai la nostra più grande mancanza. Ti ringrazio di tutti i momenti belli condivisi, che rimarranno vivi nel mio cuore”.

“Siamo stati amici, compagni di banco, di squadra e di vita – legge un suo compagno di squadra - Sempre complici, non ci siamo mai traditi. Grazie di tutto, alla prossima”. Straziante l’ultimo saluto di Benedetta, che ha baciato la bara, al termine della funzione. Come straziante è stato, fuori dalla chiesa, il ringraziamento della madre di Giulio a tutti i presenti.

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