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Valliera

Scolo Branco verso la chiusura

Barbierato preferisce le “compensazioni”, ma gli impegni sottoscritti a Venezia sono molto vaghi

Scolo Branco verso la chiusura

Il passaggio a livello di via Scolo Branco a Valliera non ha “santòli in Paradiso”, così è destinato alla chiusura. Il sindaco Omar Barbierato, la sua giunta e la maggioranza civica non intendono dare battaglia per mantenerlo aperto. Infatti nell’ultimo consiglio comunale hanno respinto la mozione presentata dalla Lega e sostenuta da tutta la minoranza con la quale si chiedeva l’impegno dell’amministrazione comunale a difendere in Regione l’apertura di quel passaggio a livello. La mozione era sostenuta da oltre 150 firme che esprimevano la chiara volontà dei residenti, e non solo, di continuare a utilizzare quel passaggio.

Un passaggio strategico, quasi una valvola si sfogo per il traffico della Sr 443 che dal capoluogo si dirige verso la città etrusca, senza dimenticare i mezzi agricoli. Una volta chiuso, il traffico si riverserà su via Einaudi a Baricetta e su via Sturzo a Valliera, in parte su via Peschiera ad Adria: punti strategici della viabilità già ora sotto pressione. Ma le preoccupazioni maggiori sono dei residenti di via Sturzo: strada stretta, senza marciapiedi e con le case a ridosso della carreggiata.

Una chiara volontà di mantenerlo aperto è emersa anche nei due incontri pubblici organizzati in paese dalla stessa amministrazione comunale, ma sindaco e assessori hanno fatto orecchie da mercante affermando di “non aver percepito questa volontà”. Ancora una volta Barbierato ha cercato di confondere le carte in tavola prima scagliandosi “contro la Lega che in nove anni al governo della città ha fatto quasi niente per la sicurezza stradale”; quindi ha tentato ancora una volta di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che “quelle firme non hanno valore perché non sono state vagliate dagli uffici”, ma subito dopo si è corretto riconoscendo che “non cambia la sostanza”. Baruffaldi ha avuto gioco facile nel ricordare che in altre occasioni, in primis l’ospedale, la città ha saputo giustamente lottare contro decisioni ritenute penalizzanti per il territorio.

Ma la cosa più significativa è l’assenza di qualsiasi impegno di spesa e tempi di realizzazione delle opere. Ecco perché in paese serpeggia la preoccupazione che venga chiuso il passaggio a livello mentre le opere “compensative” vengano rimandate alle calende greche. Intanto la chiusura del passaggio a livello, minacciata da decenni ma finora mai attuata, appare ormai certa creando non pochi allarmi per le attività commerciali e produttive della zona che si vedono fortemente penalizzate.

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