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L'età dello zucchero

La grande fabbrica depredata

Lo storico zuccherificio di Cavarzere, aperto nel 1924, tra furti, incuria e danneggiamenti. E i progetti per rilanciarlo sono tutti naufragati.

Istantanee dall’epoca dello zucchero, quando attorno al mondo della barbabietola girava un’intera economia. Un’età d’oro, che ancor oggi conserva i suoi monumenti. Anche a Cavarzere: a pochi passi dal municipio, in via Cavour, sorge l’ex zuccherificio, ormai trasformato in una cattedrale nel deserto.

Muri imbrattati, finestre rotte, ferri arrugginiti e pavimenti ammuffiti è tutto quello che resta della struttura nella quale venivano lavorate le barbabietole durante la campagna saccarifera, per la produzione dello zucchero.

In particolare il prestigioso edificio 5, della parte della vecchia struttura industriale delle ex distillerie Montesi, dove sorge anche l’enorme camino, è stato depredato di grondaie, scorsaline di rame, impianti elettrici e condizionatori. Sono state sfondate le porte e qualsiasi altro ingresso: i banditi hanno rubato pure i serramenti e i vetri. 

Dopo il restauro, avvenuto nel rispetto della struttura originaria, portato avanti dall’ex Cosecon, solo in una parte degli edifici si sono stabilite alcune attività, tra cui un pub birreria che poi ha chiuso i battenti e un centro benessere che ha avuto lo stesso destino. Oggi solo un laboratorio di confezioni, una palestra e un bar aperto da poco occupano l’enorme struttura.

Il servizio completo sulla Voce in edicola mercoledì 9 ottobre.

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