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5mila visitatori per “Ornamenta”

Reperti dell’antichità accostati al designer moderno che scaturiscono una cascata di emozioni

5mila visitatori per “Ornamenta”

Numeri da record per la mostra “Ornamenta: trasparenze tra storia e design”: quasi cinquemila visitatori in sei mesi, oltre 800 presenze al mese, una media di 33 visite al giorno nei 151 giorni di apertura al pubblico al museo archeologico nazionale di via Badini.

L’esposizione è stata inaugurata l’11 maggio scorso e chiuderà i battenti lunedì prossimo: ancora pochi giorni per chi ancora non è andato. Un’occasione da non perdere. Un’esaltazione di bellezza e splendore come raramente accade di vedere. Il passato agganciato al presente, il futuro che prende slancio dall’antichità.

“Il senso dell’accostamento dei reperti antichi ai gioielli creati dai designer - si legge nella scheda della mostra - è più esplicito per alcuni pezzi, per altri invece è più nascosto, intrigante e legato a giochi di rimando culturale o letterario. Ecco qualche esempio: alla grande cascata di colore dell’opera ‘Fragilia’ di Francesca Di Virgilio che ricorda i capelli scomposti di una grande Gorgone (per antonomasia Medusa, ndr) vengono associate sia bottiglie romane con plastiche anse a nervature, evocative dello scroscio di una cascata, sia una bottiglia mercuriale, con la quale veniva conservato un pharmakon, che significa ‘succo curativo’ o, anche, veleno, così si ritorna ai capelli di Medusa”.

E ancora: “L’imponente collana Charcoal di Susanne Elstner, realizzata dalla designer con carbone di larice e frammenti d’ambra, viene accostata non solo alla spilla di Bruno Micolano per grafismi e cromie, ma anche a due preziosi contenitori da Kohl, un ombretto nero per gli occhi, opera forse di officina egiziana del quarto secolo avanti Cristo, rinvenuti in una tomba che conteneva anche una splendida collana in ambra. Anche qui, si ritorna ai due gioielli contemporanei”.

E così per gli altri gioielli in mostra fino ad arrivare “all’accostamento, esplicito e potente, dei vetri antichi con l’anello dal sapore antico di Maria Luisa Palazzo, con le opere in vetro della designer Elisabetta Carozzi e con i gioielli di Anna Fanigina, recanti frasi in latino”.

Una visione che provoca un’autentica cascata di emozioni scaturite dal “trasparente come l’acqua di sorgente, come le opere lievi dei maestri vetrai romani, come un monile dai mille trafori che guidano lo sguardo altrove, verso mondi dell’immaginario in cui ognuno, a modo suo, si perde”.

La mostra rimane aperta fino a lunedì dalle 8.30 alle 19.30, chiusura della biglietteria alle 19, anche di domenica; per informazioni 0426.21612.

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