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LA FUSIONE

“Confesercenti, cresceranno i servizi”

“Ottimizzeremo le risorse e avremo più fondi da investire nel territorio. L’ottica futura è regionale”

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“Dal punto di vista pratico non cambia nulla, i referenti saranno gli stessi e il passaggio formale è stato fatto per permettere all’associazione di stare al passo coi tempi, sotto tutti gli aspetti”.

Vittorio Ceccato, oggi vicepresidente di Confesercenti Venezia Rovigo con delega per il Polesine, è soddisfatto per il percorso che ha portato alla fusione delle due realtà associative.

Come già comunicato la presidenza sarà affidata a Cristina Giussani - che è pure presidente di Confesercenti Veneto - e la direzione a Maurizio Franceschi - direttore anche dell’associazione regionale - mentre Ceccato avrà la delega per Rovigo, e Antonella Savogin sarà la vicedirettrice referente per il Polesine.

“Entrambe le presidenze hanno deliberato i provvedimenti le scorse settimane, e martedì la presidenza congiunta ha votato la nuova compagine - racconta Ceccato - ormai il mondo è sempre più globalizzato e le logiche territoriali sono riduttive. Dobbiamo presidiare il territorio delle unità locali con la nostra attività, ma dal punto di vista generale bisogna occupare posizioni più grandi”.

“Il nostro referente era la Camera di commercio di Rovigo - ricorda Ceccato - ma da quando si è fusa con Venezia, abbiamo perso una potenzialità di dialogo per portare a casa risorse di una certa importanza. Ora ci riportiamo a un livello di dialogo più efficace, perché godiamo del peso specifico di questa fusione”.

Non solo più forza, ma anche maggiori servizi. “E’ un modo per ampliarne la gamma - spiega - attraverso maggiori professionalità possiamo attingere a formazioni più specifiche, ottimizzando i costi: da questo punto di vista è un vantaggio per l’utenza”.

“Ottimizzare le risorse vuol dire che avremo più fondi da investire nel territorio - prosegue - si sarebbe dovuto pensare in tempi precedenti a questa fusione, poi ci sono fattori temporali e pratici da tenere conto, e non è semplice. Ma l’importante è che le due unità si siano aggregate godendo entrambe di buona salute, con bilanci positivi, redditività e liquidità. Questa aggregazione ha rafforzato entrambe le compagini, non è nata per salvare una o l’altra”.

Sulla "Voce" di giovedì 10 ottobre l'articolo completo.

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