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Adria e i bar, il lungo viaggio

Storie e personaggi dei locali nella frazione

Quattro anni e mezzo fa, via Dante Alighieri ha accolto il suo nuovo “Poeta”.

Ivano Mantovani, ex direttore di produzione, ha lavorato diversi anni alla Bioitalia e Alchemia Italia, ha cambiato radicalmente vita, si è messo dietro il bancone e ha aperto il Dragonfly a Bottrighe.


Una scelta coraggiosa, fatta per la famiglia, per offrire un’importante opportunità lavorativa alla compagna Paola (che prima era occupata nel tessile) e ai figli Filippo e Lisa che nel frattempo sono cresciuti.

Il bar ha mantenuto un proficuo rapporto di collaborazione con l’universo ecclesiastico, visto che i locali appartengono alla Curia di Rovigo. E al sabato Ivano accoglie i pargoli: “I bambini vengono sempre qui a studiare dottrina, in un ambiente sereno, confortevole e tranquillo. Possono inoltre svagarsi giocando a ping pong”.

Il bar al mattino propone deliziose brioches, la clientela invece aumenta all’happy hour e dopocena, quando il target è prevalentemente giovanile.

Chi vuole fermarsi per stuzzicare qualcosa, può provare l’irresistibile piadina che prepara Ivano: “E’ la mia specialità, tante persone la ordinano” rivendica Mantovani con una punta d’orgoglio. Dall’azienda al bar, l’attuale gestore conosce bene la realtà commerciale e produttiva di Bottrighe, così è in grado di effettuare un’analisi generale: “Dieci-quindici anni fa c’erano più fabbriche e laboratori tessili, la frazione ospitava complessivamente quasi 2mila posti di lavoro. Poi si è registrato un calo evidente. Ci sono diversi ragazzi del paese che sono disoccupati”.

Nel solco della tradizione familiare. Da mamma e papà, il testimone è passato nelle mani dei figli. Il Bar Sport dal 1991 è stato gestito da Enzo e Carla, dal 2002 i titolari sono gli adriesi doc Sabina e Fabio Pregnolato. Il locale si trova in centro a Bottrighe, qui s’incrociano le diverse generazioni e il tempo trascorre tra una partita a carte, un caffè e un aperitivo. Al giovedì mattino si registra un buon afflusso di gente.

Sabina è tutto sommato soddisfatta: “Siamo contenti di come stanno andando le cose, la crisi non la sentiamo più di tanto. Il paese offre un po’ di tutto, a Bottrighe ci sono anche il supermercato e la farmacia”. La gente, però, ha fissato un obiettivo ben preciso, come confermano le parole di Sabina: “E’ stato costituito un comitato e stiamo lottando in queste settimane per la riapertura della scuola media, un servizio fondamentale per il paese. Speriamo che il plesso possa riaprire i battenti nell’annata scolastica 2020-2021”.

Marco scambia volentieri quattro chiacchiere con il cronista: “Sono originario di Bottrighe, ho lavorato per sette anni come assicuratore. Sono da poco disoccupato, ma sto studiando per entrare a far parte dell’albo degli assicuratori”.
Tra note liete e aspetti invece negativi, Marco analizza com’è cambiato Bottrighe: “Il paese è in crescita, si sta ripopolando e di recente nuove attività commerciali hanno aperto i battenti qui in centro. Il problema è invece la scarsa collaborazione tra le associazioni, i cittadini si ostacolano tra loro e si mettono i bastoni tra le ruote”.

Il giovane boccia l’amministrazione comunale: “Il comune al momento lo giudico insufficiente, l’amministrazione precedente era più presente nel territorio e risolveva i problemi con maggior tempismo”. Alla sera, ci sono attrattive per i giovani? Marco risponde: “E’ rimasto ben poco, diciamo che Adria è più comoda... ma Porto Viro offre sicuramente più divertimento”.

Sulla "Voce" di venerdì 11 ottobre due pagine speciali dedicate ad Adria

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