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Ficarolo

Il gigante non fa più rumore

Zuccherificio da record: l’intero raccolto nel 1907 toccò i 147mila quintali

L’uomo non può vivere senza zucchero. Anche prima che l’uomo venisse a conoscenza del metodo per estrarlo dalla canna e dalla barbabietola, lo zucchero entrava di prepotenza nell’alimentazione umana in molti altri modi.

La nascita dello zuccherificio di Ficarolo, il primo del Polesine, la dobbiamo ad alcuni saggi imprenditori, proprietari terrieri, professionisti e agricoltori tutti residenti nell’Alto Polesine.
Nella provincia di Rovigo all’inizio del 1900 sorsero diversi stabilimenti. A differenza di quello di Ficarolo furono voluti e finanziati quasi esclusivamente da imprenditori stranieri; francesi o belgi.
I responsabili della nuova società si incontrarono il 5 febbraio 1901, a Bologna, allo studio del notaio bolognese Giovanni Barbanti Brodono dove costituirono ufficialmente la “Società anonima dello Zuccherificio di Ficarolo Bellini-Nuvolari”.

Il sottotitolo “Bellini-Nuvolari” era certamente motivato dal rilevante numero di azioni del primo e dall’apporto tecnico-scientifico del secondo. E’ proprio la famiglia Bellini di Trecenta ad introdurre in Polesine, già nel 1897, la coltivazione della bietola da zucchero. A partire dal 1904 invece essi destinano l'intero raccolto, che nel 1907 giunge a toccare i 147mila quintali in rapporto ad una superficie di 350 ettari, allo zuccherificio Bellini-Nuvolari di Ficarolo, che, con un ingente investimento, concorrono a fondare.

Gedeone Nuvolari, invece, era l’unico che aveva esperienza nel campo della meccanica saccarifera industriale, fu infatti colui che contribuì non solo finanziariamente ma soprattutto tecnologicamente alla realizzazione nel 1897 dello zuccherificio di Legnago. La prima seduta del nuovo consiglio di amministrazione si riunì al gran completo il giorno 6 febbraio 1901 a Bologna.

In base all’articolo 2 dell’atto costitutivo e 6 dello statuto, all’unanimità decise di “… raccogliere novelle azioni a raggiungere o almeno approssimarsi al capitale di 1 milione e mezzo; in vista delle buone disposizioni degli offerenti, deliberà all’unanimità di aprire immediatamente una sottoscrizione di azioni”.

Attraverso questa proficua sottoscrizione la società elevò il capitale a 1.430.000 lire. I responsabili si interessarono per individuare e acquistare il terreno sul quale costruire il nuovo stabilimento. La scelta cadde subito su Ficarolo, in quanto sulla direttrice stradale Ostiglia-Ferrara, non era ancora stato insediato uno zuccherificio. Altro fattore determinante per la scelta strategica della posizione, fu la grande vicinanza del paese di Ficarolo al Po, in quanto per la lavorazione industriale della barbabietola la vicinanza dell’acqua era un elemento fondamentale.

Da allora, la “zzucariera ad Figarol” ne ha viste di barbabietole trasformarsi in oro bianco, dando da lavorare a centinaia di famiglie, tanto che, il paese dal campanile pendente era arrivato a superare i 5mila abitanti. Molti ragazzi si mantenevano gli studi semplicemente con i tre mesi della campagna saccarifera, periodo nel quale il profumo dello zucchero e della melassa, e l’inconfondibile rumore dello scarico meccanico, assieme al suono dello “Sciflòn”.

La prima campagna è stata fatta nel 1901, mentre l’ultima nel 1982.

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