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Aia, cinque comuni rischiano

Barbierato: “Triste epilogo”. Spinello: “Fine di un’illusione”. Cavallari: “Gravi errori”

Aia, cinque comuni rischiano

Il fallimento del consorzio Aia, Area industriale attrezzata, decretato martedì scorso dal giudice Elisa Romagnoli, è una vera e propria bomba a orologeria per i cinque comuni interessati che potrebbero trovarsi a far fronte alle richieste del credito. Il consorzio era formato da Adria con il 50% delle quote, quindi Rosolina 17% e Ariano nel Polesine 16%, Loreo 11% e Papozze 6%.

Il primo cittadino adriese Omar Barbierato fa sapere di essere “in collegamento con il curatore fallimentare Filippo Carlin e l’avvocato Cristina Mazzucco per approfondire la scelta del tribunale e capire gli scenari che si aprono. Il nostro dovere come amministrazione - sottolinea - è quello di salvaguardare la città e i cittadini. L'epilogo triste di questo potenziale strumento di sviluppo economico del territorio è figlio di molte scelte politiche che purtroppo non sono riuscite a salvaguardare e far funzionare il consorzio”.

Profonda amarezza nelle parole dell’ex sindaco Sandro Gino Spinello che per tanti anni ha battuto la strada per Venezia per rilanciare questo organismo. “Una cronaca annunciata - afferma l’esponente Pd - purtroppo è la fine di una illusione: la prospettiva di sviluppo nata degli anni Settanta con una legge regionale che doveva finanziare le infrastrutture, frutto dell’accordo tra istituzioni, principali forze politiche e organizzazioni sindacali; la Regione ben presto ha disatteso i propri impegni”.

Sulla "Voce" di sabato 12 ottobre l'articolo completo.

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