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STORIA

“La riga per far serata, poi il down”

“In discoteca facevamo a turno in bagno. Ti senti invincibile, il giorno dopo, però sei depresso”

“La riga per far serata, poi il down”

"Ho iniziato attorno ai 20 anni, quando frequentavo l’università a Padova e da allora non ho praticamente mai smesso”.

Marta (il nome è di fantasia) oggi ha 45 anni, è polesana e si occupa di amministrazione in una azienda della provincia. Ancora oggi se ha modo non rifiuta di farsi la sua “riga” di cocaina.

Il suo racconto è spiazzante, descrive alla perfezione gli effetti, anche irrinunciabili, che provoca la droga che un tempo era degli Yuppie, oggi è accessibile a tutti, costa meno e per questo fa più paura.

“A metà degli anni ’90 la ‘bamba’ si trovava abitualmente nei locali, e il fine settimana era praticamente un obbligo ‘tirare’ in qualsiasi posto si andava - racconta la donna – Qualunque fosse l’obiettivo della serata, si finiva sempre per fare a turno ad entrare nei bagni per sniffare. La roba la prendevamo sempre dagli stessi tipi, perché ci fidavamo e perché ce la portavano direttamente sul posto così noi non rischiavamo praticamente niente. Inizialmente ‘tiravamo’ per divertirci durante la serata, poi, con il tempo, era diventata la finalità di ogni nostra uscita”.

Gli effetti psicoattivi della cocaina Marta se li ricorda ancora: “C’è poco da fare, dopo aver assunto cocaina, senti di avere una marcia in più – spiega – Riesci ad ascoltare contemporaneamente più persone, sei molto sveglio, ti senti iperattivo e molto concentrato. Non da ultimo, ti permette di bere senza fare la figura di ubriacarti e non ti fa venire fame e questo, specialmente per una donna, è sicuramente una marcia in più. Di solito viene venduta in ‘sassi’ cioè in palline di cocaina, avvolte in pellicola trasparente, del peso di un grammo”.

“Il resto è molto semplice – continua accennando ad un sorriso, quasi di piacere – basta versare il contenuto su una superficie piana, preferibilmente a specchio per evitare di sprecarne, e dividerla in righe di lunghezza variabile in base alla disponibilità e ai ‘nasi’ che partecipano – spiega ridendo – A quel punto con una cannuccia o una banconota arrotolata, basta aspirarla dalle narici e il gioco è fatto. L’effetto è quasi immediato e il piacere anche”.

Poi c’è il down, che in realtà anticipa la dipendenza psichica. “Gli effetti negativi li hai il giorno dopo – racconta ancora la donna – quando, passata l’azione della sostanza, ti scende la fase di down. Ti senti stanco e triste e ti serve qualche ora per riprenderti. Con gli anni, questo tempo di recupero diventa sempre più lungo, mentre gli effetti positivi sono sempre meno intensi e durano sempre meno”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 12 ottobre

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