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VIOLENZA SULLE DONNE

Strangolata dal marito a soli 23 anni. "E' una roccia, ce la farà"

Il toccante messaggio della sorella sui social. La ragazza è ricoverata in terapia intensiva

Strangolata dal marito a soli 23 anni. "E' una roccia, ce la farà"

Alle 10 del mattino, un messaggio, su Facebook, che assicurava che, come lui, nessuno avrebbe mai potuto amarla. Alcune ore dopo, verso le 17 di martedì, in una abitazione cittadina, il tentativo di omicidio, ora contestato dalla Procura al 28enne. Questa la ricostruzione.

Il giovane avrebbe cercato di togliere la vita alla moglie, di 23 anni, stringendole le mani al collo sino a farle perdere conoscenza. La ragazza, che ha anche una figlioletta, si trova al momento ricoverata in ospedale a Rovigo, in Terapia intensiva. Ancora presto per capire quali e quanti danni abbia eventualmente riportato dalla violenta azione che avrebbe posto in essere il marito.

Si dovrebbe scoprire a giorni, quando i medici decideranno di eliminare il coma farmacologico per ora indotto. Tutta la città fa il tifo per la giovane donna, la cui vicenda ha scosso davvero tutti. A lanciare l’allarme sarebbe stato il fratello del 28enne, che si trovava in casa assieme a lui e alla moglie e che sarebbe stato svegliato, mentre riposava, da rumori strani.

Uscendo dalla sua stanza, avrebbe trovato una scena tremenda, quasi irreale: la 23enne a terra, esanime, il 28enne reduce da un tentativo di suicidio, dal quale si sarebbe, comunque, salvato. Immediata la richiesta dei soccorsi, così come il loro intervento. La situazione della ragazza è immediatamente apparsa gravissima.

Ricoverato anche il 28enne, più che altro per monitorare la sua situazione psichiatrica, piuttosto che per eventuali conseguenze fisiche riportate.

All’origine del gesto ci sarebbe la decisione della giovane di lasciare il marito. In un lungo post su Facebook, lo stesso nel quale le spiegava che nessuno avrebbe mai potuto amarla come lui, pur avendo commesso, forse, alcuni errori, il giovane la accusava anche di essersi confidata, in momenti di difficoltà, con quello che una 28enne definisce un “estraneo”. Possibile, quindi, che oltre al dolore per l’imminente e possibile fine della storia, sia subentrata anche la gelosia.

La Procura ha deciso di iscrivere il reato come tentato omicidio. Ora, ricevuta la prima informativa dei carabinieri e modificata l’ipotesi di reato originaria, la Procura deciderà come muoversi. Intanto, come detto, tutta la città fa il tifo per la giovane lavoratrice e giovane mamma.

La sorella, in un toccante messaggio su Facebook, assicura che ce la farà.

“Mia sorella è una roccia - scrive - E’ solo questione di tempo, perché si deve riprendere dal male che ha ricevuto. Lei è la mia forza e nessuno meglio di me sa quanto forte sia e quanto lo sarà, quando tutto questo sarà finito. La amo più della mia vita e lei lo sa. Preghiamo per lei”.

La Procura ha interessato anche il Tribunale dei minori, affinché decida chi si prenderà cura della figlioletta sino a quando questa vicenda non sarà meglio definita. La soluzione più verosimile, in questo triste frangente, è che ad accudirla sia la nonna.

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