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LA PROPOSTA

“Una multiutility per rifiuti e acqua”

“Altri territori l’hanno fatto e funziona”. Ma Cortelazzo: “Noi pensiamo solo al ciclo dell’acqua”

“Una multiutility per rifiuti e acqua”

Una grande multiutility che si occupi sia di rifiuti che di acqua. Ecoambiente insieme ad Acquevenete per dare vita un’unica azienda di servizio pubblico, sul modello di quelle che operano in alcune città del Veneto e dell’Emilia.

L’idea l’ha lanciata ieri Marco Trombini, presidente di Ecoambiente, dai microfoni della Vostra Voce on air, in diretta sulle frequenze di Delta Radio dalla nostra redazione.

La bomba Trombini l’ha sganciata parlando della sua esperienza alla guida della società che si occupa della raccolta e smaltimento dei rifiuti in Polesine, “siamo un’azienda che fattura 35 milioni di euro l’anno, con quasi 300 dipendenti e 200 mezzi in giro per raccogliere i rifiuti in Polesine. In questi giorni stiamo facendo una serie di sopralluoghi e visite in diverse città del Veneto per vedere come funziona la raccolta differenziata nei centri storici. L’obiettivo è realizzarla al meglio anche a Rovigo, non solo nelle frazioni, ma in tutta la città”.

Poi la bomba: “Abbiamo numeri importanti, collaboriamo con tutti i Comuni del territorio provinciale, che sono nostri soci. Ma il modello di riferimento deve anche poter andare oltre. Per questo credo che un’unica società che si occupi di raccolta dei rifiuti e della gestione della rete idrica possa essere il futuro. Acquevenete è una società nata dalla fusione di altre due società, si occupa di gestione idrica in un territorio che va oltre il Polesine, comprende Rovigo la Bassa Padovana ed altri Comuni di altre province. Una fusione fra Ecoambiente e Acquevenete potrebbe essere la strada giusta per razionalizzare e realizzare al meglio questi due servizi per la comunità. Altre realtà l’hanno fatto, basta guardare ad Etra, tanto per fare un nome. I servizi essenziali vanno sempre garantiti, quindi perché non cercare percorsi per una gestione comune, pubblica ed efficiente?”

Trombini ha anche precisato che “si tratta di un mio pensiero, almeno per ora. Non ci sono stati incontri o colloqui”. Ma è chiaro che il sasso nello stagno è stato lanciato.

Un’aggregazione Ecoambiente-Acquevenete per ora è difficile da immaginare. Di certo nascerebbe un colosso. Lo stesso Piergiorgio Cortelazzo, presidente di Acquevenete ammette che “il punto di vista di Trombini si basa su un ragionamento logico, ma Acquevenete deve pensare solo alla sua mission, che è quella di continuare a migliorare il servizio idrico in Polesine, nella bassa padovana e negli altri Comuni soci, a gestirlo nel migliore dei modi, e poi a pianificare, impostare e realizzare investimenti, servizi, riduzione delle bollette. Dobbiamo pensare al ciclo integrato dell’acqua, nelle nostre previsioni non c’è alcuna fusione con il mondo dei rifiuti. Altri soggetti lo hanno fatto, anche in Veneto, ma non è nei nostri programmi accorpare due settori così delicati ed importanti”.

Nel corso del suo intervento, poi, Trombini ha fatto cenno anche al modello veneto: “Treviso per quel che riguarda smaltimento e raccolta dei rifiuti è al top, con un organizzazione precisa. Anche Ecoambiente ha un’organizzazione puntuale, e possiamo ancora migliorare”.

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