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IL PROGETTO

Ecco il Polesine che dice "no" alla violenza sulle donne

Inaugurazione di 10 panchine dipinte di rosso e due grandi murales, per lanciare un messaggio contro la violenza di genere

Si è tenuta oggi, sabato 12 ottobre, in 10 comuni della Provincia di Rovigo - Ariano nel Polesine, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Crespino, Corbola, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Taglio di Po - l’inaugurazione di 10 panchine dipinte di rosso e due grandi murales, per lanciare un messaggio contro la violenza di genere.

L’iniziativa rientra nell’ambito di “T.A.C.I. – Teatro, Arte, Cultura, Inclusione contro la violenza sulle donne”, progetto promosso da AUSER Regionale Veneto e finanziato dalla Regione del Veneto, con risorse statali del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, e che ha permesso di parlare dell’importanza di una nuova cultura del rispetto, della condivisione e della qualità nelle relazioni tra uomini e donne. Grande, anche in questa occasione, l’impegno da parte dei volontari AUSER che hanno coinvolto studenti e docenti degli Istituti Scolastici o hanno personalmente realizzato le panchine che ormai in tante città italiane sono divenute il simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. 

“Con questa nuova iniziativa, che si è svolta contemporaneamente nelle province venete di Padova, Venezia, Verona, Vicenza e Belluno, per un totale di 32 Comuni coinvolti e 40 panchine inaugurate - spiega Maria Gallo, Presidente AUSER Regionale Veneto - abbiamo deciso di lasciare un segno tangibile del nostro NO alla Violenza sulle Donne, in particolare cercando di raggiungere le fasce più giovani e trasmettere anche a loro l’importante messaggio di T.A.C.I.. Per questo abbiamo coinvolto due donne e artiste di grande esperienza, chiedendo loro di supportarci nella realizzazione di opere di arte urbana, consapevoli della grande forza espressiva insita in essa.”

Tra le panchine realizzate, infatti, quella presente nel Comune di Occhiobello é stata decorata dalla street artist Carolina Blanco – in arte Carolì – che ormai da tempo collabora con numerose realtà, proprio sui temi della violenza di genere.

“La violenza non siede qui” è il suo messaggio colorato alla città: benché infatti la questione delle violenze sulle donne da parte degli uomini esista e sia una grave problematica sociale, Carolì ha valorizzato gli aspetti positivi come la forza delle donne e il bisogno di rispetto che stanno cercando di conquistarsi nella società moderna, attraverso la leggerezza della sua pittura. Il grande coinvolgimento per questa iniziativa riguarda anche i singoli territori coinvolti. “Per alcuni Comuni infatti - prosegue Gallo - si tratta delle prime iniziative in tal senso e ciò ci rende ancora più orgogliosi, poiché la nostra Associazione ha contribuito ad una presa di posizione pubblica di molte Amministrazioni Locali, in contrasto a questo fenomeno.”

E proprio i Comuni di Ariano nel Polesine e Polesella hanno accolto con entusiasmo la proposta di AUSER, concedendo pareti pubbliche per realizzare anche due grandi murales a tema femminile, firmati dall'artista romana Alessandra Carloni, che ha già lavorato in diversi Comuni della provincia. 

“Cor meum” è il titolo dell’opera che da oggi impreziosirà Piazza Garibaldi ad Ariano nel Polesine, mentre "Un cuore nomade" accoglierà i cittadini all’entrata della Sala Agostiniani a Polesella: quasi un progetto unitario, che continua a rappresentare la simbologia del cuore, metafora dell'anima, e simbolicamente forza ed equilibrio di tutto, che tiene in vita e che permette di reagire, anche dentro una condizione di violenza psicologica e umana. 

“Siamo lieti - dichiara Marinella Mantovani, Presidente di AUSER Provinciale Rovigo, che ha coordinato a livello locale il progetto -  di aver ospitato Carolina Blanco e Alessandra Carloni, per una iniziativa che crediamo possa contribuire alla crescita culturale delle nostre comunità. Un ringraziamento particolare va ai Comuni e alle scuole che in Polesine hanno aderito, coinvolgendo in modo attivo i propri studenti nella realizzazione e inaugurazione di queste opere. Siamo certi che il protagonismo dei giovani sia il segnale di una trasmissione, dagli anziani alle nuove generazioni, dei valori legati al rispetto reciproco, ma anche al mondo del volontariato, rafforzando i rapporti tra generazioni che rischiano di allontanarsi.”

Segni visibili e di grande impatto, dunque, per colpire l'attenzione e far riflettere chi passa, e che confermano quanto sia necessaria ancora un’azione di informazione su questo tema.

La sensibilizzazione delle comunità locali infatti è uno degli obiettivi che AUSER si è data, attraverso il progetto T.A.C.I.. Occorre infatti ricordare come anche in Veneto siano in aumento i casi di donne che si rivolgono alle strutture regionali di supporto nel percorso per ritrovare l’autonomia (dal 2017 al 2018, 149 casi in più), dopo la violenza subita. 

Inoltre, viste le finalità di AUSER, l’Associazione non poteva non sottolineare l’aspetto che le sta più a cuore, ovvero la violenza dopo i 65 anni di età. Molto infatti ancora è da fare per quanto riguarda, non solo la conoscenza del fenomeno che riguarda la violenza in ogni sua forma verso le donne anziane, ma anche il contrasto e la prevenzione a tale fenomeno.

E’ per questo che le attività realizzate nell’ambito del progetto hanno cercato di utilizzare nuovi linguaggi artistici, per la loro azione liberatoria, formativa ed educativa e per la capacità di coinvolgimento delle persone.

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