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SISTEMA IDRICO

L’emergenza alluvione è costante

Ogni anno si prosciugano un miliardo e mezzo di metri cubi d’acqua. Poi c’è la siccità

L’emergenza alluvione è costante

"Il Polesine? Immagini un grande catino, in cui gli argini sono i confini. Se non lo prosciugassimo continuamente e se non esistessero gli argini l’acqua arriverebbe alle porte di Rovigo, non c’è tema di smentita". Giancarlo Mantovani, direttore dei Consorzi di Bonifica Adige Po e Delta del Po è alla guida dell’ente che si occupa di tutta la rete idraulica del nostro territorio compreso tra Adige e Po, a esclusione degli stessi fiumi Adige, Canalbianco e Po, che invece sono di competenza di Aipo (autorità di bacino del fiume Po) e di regione del Veneto (per Adige e Canalbianco).

La terra polesana, che ha il fascino di essere lambita dai due fiumi più importanti d’Italia, ha anche l’onere di convivere con il delicatissimo sistema di fiumi, canali, fossi. E con una storia di alluvione.

Per fare un esempio del lavoro costante di bonifica dalle acque che si infiltrano nei terreni polesani e che cadono con la pioggia, nei 122mila ettari gestiti dal Consorzio Adige Po e nei 60mila ettari del consorzio Delta del Po, i due enti prosciugano un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua per anno. Per dare una misura "è pari a un parallelepipedo lungo un chilometro, profondo un chilometro e alto un chilometro e mezzo - spiega Mantovani - Ogni anno si espelle dal territorio non solo acqua di pioggia, ma anche tutta l’acqua che filtra dagli argini e finisce nei terreni. Se non ci fossero i consorzi e le bonifiche non riusciremmo a camminare con le scarpe asciutte”.

Tutta la provincia di Rovigo, infatti, è sotto il livello dei fiumi e del mare. “Il professor Vincenzo Bixio dell’università di Padova - aggiunge Mantovani - ha stimato che soprattutto nella zona del Delta del Po, dove ci sono terreni che stanno a quattro metri sotto il livello del mare, zona più bassa rispetto al resto della provincia, attraverso gli argini passano 50 litri al secondo per ogni chilometro di argine”.

Come avere un’infiltrazione costante in casa: l’acqua invade e solo l’ingegno umano poteva pensare di arginare questo fenomeno con una bonifica costante. "Anche se non piove - spiega ancora l’ingegnere - l’attività del consorzio non si ferma mai. Da una parte ci occupiamo di espellere tutta l’acqua della pioggia, ma dall’altra abbiamo anche le fognature bianche che arrivano nei canali di bonifica (ad esempio Rovigo) e portano acqua fino alle idrovore gestite dai consorzi, grazie alle quali l’acqua viene sollevata e portata fino ai fiumi principali, Adige, Canalbianco e Po".

L’altro lato della medaglia è la siccità: "Quando non piove, soprattutto in estate bisogna garantire un’attività di diserbo, ovvero tagliare l’acqua nei canali per consentire alle acque di defluire per irrigare i campi”.

Tra personale fisso e di emergenza o stagionale, lavorano per i consorzi 150 persone (100 a tempo indeterminato e 50 avventizi). “I 50 vengono chiamati soprattutto nel periodo estivo per tagliare l’erba che nasce nei canali”. Ne beneficia sopratutto l’agricoltura, “ma anche l’intero ecosistema - precisa Mantovani - fauna ittica, ambiente. Pensiamo solo all’Adigetto un canale artificiale che tocca Badia Lendinara e Rovigo, attraversa tanti centri abitati e viene gestito dai Consorzi. Se fosse vuoto sarebbe un disastro paesaggistico e anche ambientale”.

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