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ADRIA SOTTO SHOCK

In lacrime davanti al giudice dopo aver strangolato la moglie

Il 28enne accusato di avere tentato di strangolare la moglie avrebbe reso parziali ammissioni

In lacrime davanti al giudice dopo aver strangolato la moglie

Il 28enne accusato di avere tentato di strangolare la moglie avrebbe reso parziali ammissioni

Profondamente provato, davanti al giudice, a tratti non del tutto lucido, con momenti in cui pareva addirittura addormentarsi o, comunque, estraniarsi dalla formalità in atto, di importanza tutt’altro che secondaria. Roberto Lo Coco, infatti, 28 anni, adriese, residente in via Chieppara, in città, si trovava, questa mattina in carcere, di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovigo Pietro Mondaini, per l’interrogatorio di convalida conseguente al suo arresto per tentato omicidio.

Martedì 8 ottobre, infatti, nel pomeriggio, verso le 17, avrebbe tentato di strangolare la moglie convivente Giulia Lazzari, 23 anni, con la quale ha anche una figlioletta di quattro anni. Sarebbe stato fermato solo dall’intervento dei familiari. Le motivazioni del gesto risiederebbero nel fatto che la giovane fosse intenzionata a concludere un rapporto molto difficile, anche alla luce della tossicodipendenza del coniuge.

Quel pomeriggio, sempre secondo una ricostruzione dei fatti che va presa con tutte le cautele del caso, essendo ancora nella fase delle indagini preliminari, Roberto avrebbe avvicinato Giulia, le avrebbe detto che, pur sapendo che il rapporto era alla fine, la avrebbe sempre amata. Avrebbe poi domandato un ultimo abbraccio. Ottenutolo, per motivi e in una maniera da chiarire, il suo contegno sarebbe bruscamente mutato. Avrebbe detto alla moglie: “Se non ti avrò io, non ti avrà nessun altro”. E avrebbe stretto le mani al collo.

Il 28enne avrebbe ammesso i fatti sia alla propria madre che alla zia di Giulia, che, tramite un sms, a un vicino di casa. Anche oggi, assistito dall’avvocato Anna Osti, scegliendo di rispondere alle domande del giudice, avrebbe fatto ammissioni. Sarebbero state, però, tutt’altro che chiare, alla luce dello stato nel quale si trovava.

Ora, la difesa appare intenzionata a sottoporre il 28enne a una consulenza psichiatrica, per capire se sia in grado di intendere o di volere o, perlomeno, lo fosse al momento del fatto che gli viene contestato. Le condizioni di Giulia restano, purtroppo, gravissime. E’ sempre nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale di Rovigo.

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