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INCHIESTA

Rischio idrico, “piano da 3,2 miliardi”

L'assessore all'Ambiente e alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin: “Prevediamo le piene 72 ore prima. Con la tempesta Vaia il Polesine ha rischiato di finire sott’acqua”

“La vera risorsa sono i volontari”

L'assessore alla Protezione Civile e all'Ambiente Bottacin

16/10/2019 - 20:37

I due grandi fiumi italiani sono lo specchio dell’evoluzione della società. Solo lungo l’asta del Po vivono, lavorano e trascorrono il loro tempo libero 20 milioni di abitanti. E’ dunque chiaro che il suo benessere rispecchia quello di tutto il Nord. Stesso discorso per l’Adige. Per questo il referato dell’assessore Gianpaolo Bottacin, assessore regionale all’Ambiente e alla Protezione Civile è tra i più delicati, per non dire stressanti. Un esempio su tutti? L’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche riscontrate a Vicenza, Verona, Padova e arrivate anche a preoccupare, seppure in maniera marginale, il Polesine.

Da quando è scoppiato il caso Pfas e la Regione ha posto dei limiti agli sversamenti delle sostanze nei fiumi, “ho addosso 43 ricorsi per 98 milioni di danni da parte di aziende che eccepiscono al Tar la competenza statale e non quella regionale”. E’ per questo che l’assessore non accetta critiche: “In Veneto l’acqua è potabile, in Polesine altrettanto. Abbiamo messo dei filtri ai carboni attivi, l’acqua è filtrata e potabile. E’ grave montare l’allarme. Perché non accade in provincia di Ferrara dove i filtri non li usano?”.

Non solo inquinanti, ovviamente, i fiumi che lambiscono il Polesine, portano un carico di paura, soprattutto con le piogge e i temporali sempre più improvvisi e violenti.

Tra gli strumenti illustrati ieri, in occasione della settimana della Protezione Civile a Padova, l’assessore ha spiegato il “sistema Image per la previsione in tempo reale, elaborato dal Dipartimento Icea e finanziato dalla Regione del Veneto. Un sistema che, attraverso modelli matematici molto complessi, testati in occasione dell’eccezionale maltempo di fine autunno 2018, ha permesso di determinare i livelli dei fiumi in sezioni ravvicinate con un anticipo di 72 ore. “Sapendo in anticipo quale sarà il livello del fiume previsto, infatti, è possibile anche sapere se il corso d’acqua rischia l’esondazione e quando ciò potrebbe accadere.

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