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POLESINE IN LACRIME

Uccisa dal marito, la lettera della sorella: “Ora sei un angelo. Proteggimi”

Era accorsa da Caserta per starle accanto. “Ti parlavo e tu, lo so, mi capivi”

Uccisa dal marito, la lettera della sorella: “Ora sei un angelo. Proteggimi”

L’ultimo video assieme fa sorridere e, vedendo come è finita, piangere e rabbrividire. E’ di maggio scorso: Giulia Lazzari, 23 anni, strangolata e uccisa, secondo le accuse, dal marito, ad Adria (LEGGI ARTICOLO), è con la sorella Deborah, che vive a Caserta. E che dice, domanda, una cosa che, ora, sconvolge sin nelle ossa: “C’è qualcuno che ci tratterà bene?”.

Deborah, appena avuto notizia della tragedia, è corsa in Polesine, per stare vicina a Giulia. Lo ha fatto, in questi nove giorni per i quali la 23enne è rimasta in Terapia intensiva. Aveva fiducia, Deborah: “Mia sorella è una roccia, la conosco, lo so”. Purtroppo, però, neppure questo è bastato. Alla fine, la violenza si è dimostrata troppo forte perché il suo corpo potesse superarla. E così, Deborah, che sino a ieri mattina si preoccupava perché non sapeva per quanto tempo ancora sarebbe potuta stare lontana dalla sua vita, per stare a fianco di Giulia, si è trovata a scriverle un’ultima straziante lettera.

“Giulietta mia... Amore mio grande, mi hai abbandonato a questa vita ingiusta, mi hai lasciato qui da sola a fare i conti con tutto questo dolore atroce che solo Dio sa cosa mi sto portando dentro... 

Sai, mi ricordo tutte le risate fatte insieme, tutte le chiamate, quelle chiamate infinite che ti facevo solamente per romperti le scatole.

Sai, ieri ero lì a baciarti, toccarti e tu eri lì che dormivi, ma ne sono sicura che mi hai sentito..,

Inutile dirti che la mia vita da oggi non sarà più la stessa, inutile dirti le lacrime versate, inutile dirti tutto questo, perché tu ora non sei più al mio fianco, sei lassù che mi guardi e mi proteggi...

Scusami per tutte le mie assenze, scusami per tutto, ma ti amerò per tutta la mia vita... Ma ora dimmi come faccio a vivere senza di te? Come!?

Angioletto mio ti prometto che io sarò forte e ce la farò solo per te...

Riposa in pace stellina mia. Ti amo...”.

Giulia era una giovane donna, una giovane mamma, una giovane lavoratrice che si dava da fare per tirare avanti e per la sua bimba. Lavorava come cameriera alla pizzeria “Farmacia dei Sani” di via Emanuele Filiberto, ad Adria. Al telefono risponde una voce resa sommessa, stentata, dal dolore. “Siamo distrutti, è dolorosissimo”.

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