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La tragedia di Adria

Donazzan: “Nessuno è proprietà di nessuno”

L'assessore regionale: “Occorre rivedere l’educazione ai sentimenti. La mala gestione dell’amore allontana dalla realtà”

Donazzan: “Nessuno è proprietà di nessuno”

20/10/2019 - 19:00

“Dobbiamo partire dal concetto che nessuno è proprietà di nessuno”. Inizia così l’intervento dell’assessore regionale alle pari opportunità Elena Donazzan, a cui è stato chiesta una sua opinione relativamente ai tristi fatti di sangue che hanno sconvolto l’intero Polesine. La vicenda della morte di Giulia Lazzari, la ragazza di 23 anni e con una bimba di 4 anni, strangolata dal marito Roberto Lo Coco, ha colpito molto non solo la comunità di Adria, dove la ragazza lavorava, ma l’intera nazione e proprio su questi fatti occorre riflettere per cercare di fare in modo che non si ripetano più. “Da tempo sono in aumento questi fenomeni di femminicidio, omicidio e violenze che si consumano all’interno delle mura domestiche e questo è dovuto al fatto che si finisce per perdere il contatto con la realtà a causa di una mala gestione dell’amore - spiega l’assessore Donazzan - Esiste un concetto di proprietà che deve assolutamente essere cancellato. Nessuno è proprietà di nessuno. Occorre rivedere quella che possiamo chiamare educazione ai sentimenti e su questo, molto devono fare le scuole, i social e la rete”.

Un problema, quello dei social, evidenziato dal fatto che proprio in questa vicenda, tre giorni prima di strangolare Giulia, Roberto Lo Coco affidava alla sua pagina Facebook uno sfogo malato di rabbia e di rancore che forse, non doveva essere sottovalutato. “Tu hai sbagliato e mi ai fatto malissimo ... c’è l’ai anche tu la colpa che in questi mesi mi hai trattato come spazzatura, non succedeva niente di tutto questo se tu avessi parlato con me e non con un estraneo che conosci da pochi mesi”. Ma la cosa che maggiormente ha colpito, è il fatto il post del 28 enne è diventato virale, raccogliendo oltre 2.600 reazioni e quasi 1.000 condivisioni.

Un numero così alto di reazioni, evidenzia come si è ormai arrivati a far sì che un dramma del tutto personale diventi, in un attimo, pubblico - afferma Donazzan - Così tante persone in qualche modo hanno condiviso il pensiero rabbioso di quest’uomo. L’intimità deve essere gestita in modo diverso. In un periodo come questo dove sono in aumento le separazioni o comunque i rapporti non stabili, si rischia che questo abbia strascichi di rabbia preoccupanti, non solo con sfoghi verbali ma addirittura con omicidi. Il condividere in qualche modo lo sfogo messo su Facebook, rischia di essere inteso da chi lo mette, come un supporto all’idea scritta con rabbia”.

L’assessore si sofferma poi sul concetto di Amore, sui rapporti tra le persone e su quello che si può fare per evitare tragedie come quella di Adria. “La mia personale idea di matrimonio si basa sul rispetto di entrambi - spiega l’assessore regionale - E’ il concetto di amore che passa oggi che è sbagliato. Di queste cose bisogna parlarne altrimenti gesti come quello di Adria, rischiano di diventare ‘cose normali’. Su questo le istituzioni devono essere molto presenti, così come devono essere presenti i media che devono raccontare le cose nel modo corretto. Io sono molto preoccupata di questo e come Regione, con l’aiuto della scrittrice e psicologa Vera Slepoj, stiamo cercando di costruire percorsi di educazione all’affettività nelle scuole del Veneto. Non alla sessualità ma all’affettività, per cercare una rieducazione dei sentimenti. Si devono educare i ragazzi al rispetto del corpo e della sensibilità proprie e di quelle del partner - conclude la Donazzan – Nessuno è proprietà di nessuno”.

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