Cerca

Adria

Benvenuti al Golosone e al Civico 52

Continua il nostro viaggio alla scoperta dei locali della città etrusca

Il Golosone di via Chieppara guarda sempre avanti e sogna l’inizio di una nuova epoca.

Il titolare Massimo ripercorre la storia per anticipare il futuro: “Siamo nati nel 1991 come pasticceria, poi nel 1999 siamo diventati caffetteria, successivamente ci siamo trasferiti qui nel 2017 e abbiamo inserito la gelateria”. Moglie e marito oltre alla famiglia condividono anche i successi lavorativi, così Antonella affianca Massimo nella gestione dell’apprezzata caffetteria-pasticceria di Adria. Lui è originario di Cavarzere, dall’età di 14 anni ha cominciato a lavorare come cuoco, un continuo peregrinare fino all’approdo in un porto sicuro, nel cuore di sua moglie, nativa di Rovigo.

La coppia inaugura la nuova avventura e nel 1991 inizia a gestire il Golosone, la vecchia locazione era a due passi dal Politeama, poi nel 2017 la famiglia ha fatto i bagagli e ha trasferito la pasticceria nella rinnovata sede di via Chieppara. E’ un ambiente rinnovato, elegante e confortevole, Massimo e Antonella hanno creato un locale veramente interessante. Lo staff, poi, ha continuato ad allargarsi e attualmente comprende varie figure tutte al femminile: Barbara, Francesca, Cristina, Sara, Huguette, Lara, Monica e Jessica.

Una vita passata in coppia, una vita trascorsa fianco a fianco dietro il bancone. E’ il doppio filo che lega Mauro e Monica, marito e moglie originari di Papozze e Villanova Marchesana, ormai adottati dalla città etrusca. I coniugi gravitano nel settore dal 1993 e dal 2011 hanno aperto il bar Civico 52 nel salotto buono di corso Mazzini, una delle vie principali di Adria.
Una posizione strategica indubbiamente interessante, ma gli affari sono un po’ calati rispetto a otto anni fa.

Fanno parte dello staff del bar anche la collaboratrice Giada e ogni tanto Martina, la nipote. Monica ripensa con un tocco di nostalgia agli anni ‘90: “Quando abbiamo iniziato a fare questo lavoro erano sicuramente altri tempi, c’era maggiore spensieratezza. Ora invece la gente spende in maniera più oculata”.

La titolare scatta una fotografia della città etrusca: “Il problema principale riguarda la continua chiusura dei negozi che si è registrata in questi anni, manca sicuramente un ricambio generazionale nel mondo del commercio. L’impegno delle associazioni non manca, i volontari sono da lodare, ma i Venerdì di Adria d’estate, ad esempio, hanno visto un ridimensionamento rispetto alle precedenti edizioni”.

Sulla "Voce" di mercoledì 23 ottobre l'articolo completo.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400