you reporter

GLI STUDENTI

Il Muro di chi ancora non c’era

C’è chi sa cosa avvenne a Berlino, ma anche chi dice: “Non ne ho mai sentito parlare”

Il Muro di chi ancora non c’era

Sabato ricorre il trentennale di uno degli avvenimenti della storia contemporanea che più ha lasciato conseguenze a livello mondiale.

Il 9 novembre 1989 è il giorno della caduta del muro di Berlino, una data che ha lasciato delle immagini scolpite nella mente e nell’immaginario collettivo e che certificano il forte impatto emotivo, sociale e culturale, non solo sui cittadini di Berlino o della Germania ma anche nel resto del mondo.

E giovani d’oggi? Cosa ne sanno di quell’evento, della guerra fredda, del mondo diviso in due? Cosa sanno di uno degli “spartiacque” della storia. Spesso si dibatte quanto i programmi scolastici riescano ad analizzare e far studiare ai ragazzi la storia più contemporanea che, nella maggioranza dei casi, vede la sua non logica conclusione con la Seconda Guerra Mondiale. E tutto quello che è accaduto dopo? Molti studenti sono informati, ma parecchi conoscono poco o nulla dell’Europa divisa in blocchi, e della cortina di ferro. Alcuni hanno ammesso che “non ne ho mai sentito parlare”, oppure che “A scuola non ci hanno ancora detto niente”, facendo così emergere situazioni in cui il contesto sociale che circonda i nostri ragazzi spesso è scollegato da storia e conoscenze.

Ma per fortuna molti ragazzi sono consapevoli di quel che avvenne appena 30 anni fa.

Valeria si è dimostrata ferrata sull’argomento: “Il Muro di Berlino cade nel 1989, divideva in due zone la Germania, ripartita tra Est e Ovest. Per molti anni molte persone rimasero divise dalle loro famiglie e da quelli che erano i luoghi di lavoro, fino al 9 novembre”.

Edoardo invece si focalizza più sugli aspetti simbolici della caduta del Muro: “E’ stato sicuramente un avvenimento importante della nostra storia, un atto che ha messo fine ad un sistema, quello comunista, l’abbattimento del Muro è emblematico sotto questo punto di vista. Un evento che ha determinato ripercussioni in tutto il mondo, e anche in Italia, con Occhetto che diede una svolta radicale all’idea di sinistra avuta fino a quel momento”.

Aspetto politico sottolineato anche dalle parole di Alessandra che afferma: “In quella data si può dire che il regime comunista trova il suo fallimento, ed ecco che abbattere quel muro ha significato voler smantellare quel regime”.

Diego dice che “quel muro segnava la divisione tra due blocchi, quello sovietico e quello americano. Un evento che rimane il simbolo delle rivolte giovanili e della vittoria del capitalismo”. Risposte corrette, ma dobbiamo ammettere di aver incontrato diversi ragazzi che hanno ammesso di aver solo “sentito vagamente parlare” di questo avvenimento e di non conoscerlo nei dettagli. E c’è chi dice di non conoscerlo “perché non siamo ancora giunti a quel punto con il programma scolastico”.

Simone invece conosce in linea di massima quanto accaduto quindi: “So che la Germania era divisa in due da questo muro, dove l’Ovest era notevolmente più sviluppato rispetto all’Est. E ricordo le tante persone che, nel corso degli anni, hanno tentato in ogni modo di scavalcare quel simbolo di divisione”.

Alberto sottolinea: “Lo studieremo a scuola ma conosco già bene la vicenda storica. Un evento che si inserisce nella Guerra Ffredda che metteva di fronte, Stati Uniti da un lato e Urss dall’altro”.

Sulla "Voce" di venerdì 8 novembre l'articolo completo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl