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BAGNOLO DI PO

“Velox e abusi”: quattro a processo

Contestate irregolarità nell’affidamento del servizio. Udienza ieri e rinvio a settembre

“Velox e abusi”: quattro a processo

Udienza iniziale, ieri, del processo frutto della indagine su presunte irregolarità nell’affidamento del servizio di tutor e velox a Bagnolo di Po. L’indagine, inizialmente, era molto complessa e articolata, ma solo parte di questa è approdata a giudizio.

Quattro le persone a processo, dopo il proscioglimento, all’udienza preliminare dello scorso ottobre 2018, del sindaco Pietro Caberletti. Sono L. C., 59 anni, di Imperia, chiamato in causa, al momento della chiusura delle indagini, quale legale rappresentante della Cielle Service, per abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti; C. B., di Castelmassa, 60 anni, individuato come all’epoca dei fatti responsabile del servizio di polizia locale, per abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti; S. P., 50 anni, di Rovigo, unico vigile urbano di Bagnolo di Po, chiamato in causa per abuso d’ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione per l’esercizio della funzione; D. P., 43 anni, di Rovigo, imprenditore, per corruzione per l’esercizio della funzione. Infine, D. P. e L. C. avrebbero anche, secondo quelle che allo stato vanno considerate ipotesi della Procura, posto in essere un subappalto non autorizzato dal Comune. Questa, appunto, l’impostazione iniziale, in minima parte arrivata a giudizio.

Il primo filone di indagine, quello relativo al tutor, era incentrato sulla gara indetta dal Comune di Bagnolo di Po il 14 dicembre del 2009 per il “servizio in locazione di un sistema di rilevazione della velocità media e dei servizi amministrativi collegati alle norme del Codice della strada” per la durata di cinque anni. La aggiudicazione viene fatta - secondo questa ricostruzione - alla Cielle di L. C., con determinazione del 24 febbraio del 2010, a seguito di una offerta che presentava un ribasso dello 0,2% sull’importo posto a base d’asta, pari a 189.750 euro. La procedura sarebbe, secondo la Procura, avvenuta violando il Codice della strada e il Codice dei contratti pubblici del 2006.

Secondo la ricostruzione della Procura, l’importo a base d’asta sarebbe stato calcolato in maniera artificiosa, usando parametri per quantificare il servizio, così da estromettere la concorrente di Cielle. Questo filone di indagine non è approdato a giudizio, perché interamente prescritto.

Un secondo filone di indagine riguarda l’affidamento, per quattro mesi, del servizio integrato di controllo velocità alla ditta Cielle di L. C.. Affidamento che sarebbe avvenuto con determina del 6 maggio del 2013. In questo caso, l’importo del servizio sarebbe stato fissato in maniera artificiosa a 28.715 euro, così da evitare di procedere a una gara e condizionare l’affidamento del servizio stesso. Anche in questo caso sono stati ipotizzati abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. In questo filone sono indagati C. B., S. P. e L. C.

La corruzione per l’esercizio della funzione veniva invece ipotizzata a carico dei due fratelli P., l’imprenditore e il vigile, perché sarebbero soci della ditta “Fratelli P. Società Semplice”, a sua volta proprietaria della “Sd Service”, che avrebbe fornito una apparecchiatura modello velomatic per la rilevazione della velocità a Cielle. Inoltre a D. P. e a L. C. veniva originariamente contestato anche il fatto di avere posto in essere un rapporto di subappalto tra Cielle ed Sd Service in assenza di autorizzazione del Comune. Subappalto che in particolare, stipulato il 31 luglio del 2012, avrebbe avuto ad oggetto la fornitura dei servizi amministrativi collegati alla gestione delle infrazioni al Codice della strada. Anche questa ipotesi, relativa al subappalto, è però caduta.

Nel corso dell’udienza preliminare, infatti, alcune contestazioni erano cadute, alla luce della decorrenza dei termini di prescrizione. In particolare, come detto, l’abuso d’ufficio relativo al primo filone di indagine e la presunta violazione della normativa in materia di subappalti. Nella mattinata di ieri, si sono tenute solo le formalità iniziali.

Si procede, quindi, per l’affidamento del 2013 e per la presunta corruzione. Nel corso del dibattimento, le difese contano di dimostrare l’estraneità degli indagati alle accuse. Si torna in aula a settembre. Con tutte le conseguenze che potrebbero derivarne in materia di prescrizione.

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