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La testimonianza

“A Cavarzere l’acqua arrivò dopo tre giorni”

Il racconto dell'ingegner Pietro Boninsegna: “Dopo la rottura del Po, ci rassicurarono che al Passetto si sarebbe fermata... invece raggiunse l’Adige”

“A Cavarzere l’acqua arrivò dopo tre giorni”

Era poco più che un ragazzino Pietro Boninsegna, ingegnere cavarzerano e storico apprezzato, in quel novembre del 1951. I suoi ricordi sono vividi, come lo possono essere quelli di un giovane davanti a una delle peggiori catastrofi naturali del secolo scorso: l’alluvione del Po. “Ricordo benissimo che un pomeriggio dopo la rottura dell’argine del Po, mio zio ed io andammo in Lambretta fino al Passetto, e in quel punto i militari, che erano di guardia al canale, controllavano il livello dell’acqua da alcuni rami piantati. Ci rassicurarono che non sarebbe successo niente, la piena non avrebbe scavalcato l’argine sinistro dell’Adigetto. Ma non fu così” racconta Boninsegna.

I suoi ricordi di gioventù l’ingegnere li ha raccolti in un libro “La Toscana nel cuore”. Un capitolo è dedicato proprio all’alluvione del Po. In quel tempo l’ingegnere aveva 11 anni e frequentava la seconda media. “La situazione era preoccupante, ma nessuno le dava il peso che avrebbe meritato - scrive nel suo libro - se ne parlava come se il Po stesse sportivamente cercando di battere il suo record di portata stabilendo anche la massima altezza del livello di guardia”.

Dopo la rottura dell’argine sinistro del Po a Occhiobello, quel 14 novembre 1951, l’acqua arrivò fino all’argine sinistro dell’Adigetto. Fu il nonno dell’ingegner Boninsegna, Bepi, a riunire tutta la famiglia spiegando, tra le lacrime, il da farsi in caso di arrivo dell’acqua. “Ma lo zio Beppino cercò di tranquillizzare la famiglia dicendo che le acque, ferme da un paio di giorni al confine sud del paese sull’argine del canale Adigetto, stavano diminuendo leggermente di livello - ricorda - per esserne più sicuro decise di andare di persona a controllare. Avvisò mia madre che mi avrebbe portato con sé sulla sua nuova e fiammante Lambretta”.

Il servizio completo in edicola nella Voce di venerdì 15 novembre

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