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Munari: “Tommasi, promesse al vento”

Munari, capogruppo della Lega: "Ancora non sono partiti i lavori alla scuola 'Collodi' e sul ponte di Baggiolina"

Munari: “Tommasi, promesse al vento”

La giunta delle promesse non mantenute. La squadra del sindaco Henri Tommasi può fregiarsi di questo ben poco onorevole titolo grazie a quanto non fatto in questa e nella precedente legislatura, dopo averlo promesso in campagna elettorale e in tanti consigli comunali”. Pierfrancesco Munari, capogruppo della Lega a palazzo Barbiani, sottolinea il “rimandare continuo di ogni intervento che ricade, ovviamente, sulla cittadinanza”. “Pensiamo alle promesse fatte in consiglio comunale per la sistemazione della scuola ‘Collodi’, il tutto alla presenza dei genitori degli alunni - ricorda il capogruppo della Lega - i lavori non sono ancora iniziati, nonostante Tommasi e la sua giunta avessero detto sarebbero partiti subito”.

“E questa è una delle due posizioni più delicate, l’altra è il ponte di Baggiolina - prosegue Munari - ‘interverremo entro la fine dell’anno, cercheremo delle soluzioni’ avevano detto assessori e primo cittadino davanti ai residenti che avevano partecipato a un consiglio comunale per segnalare il problema. Ma siamo a dicembre e non c’è ombra di lavori o soluzioni”. “Anzi, c’è l’alibi della pioggia, come se fosse una novità a novembre” scuote la testa Munari.

“E pazienza se, come dicono i latini, verba volant - aggiunge - in teoria scripta manent. Eppure nemmeno il voto unanime, anche della maggioranza, nel giugno 2018 alla mozione sul controllo di vicinato, una soluzione a costo zero per rafforzare la sicurezza cittadina, è stata portata avanti”. “E’ evidente che all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tommasi va bene strisciare fino alla fine di questa legislatura in questo modo - conclude Munari - fregandosene se il tessuto sociale, già compromesso insieme alla grave situazione economica creata, possano solo peggiorare”. “Visti poi i passi avanti fatti a livello governativo per la Zes in Polesine e a Marghera, penso che anche il nostro territorio avrebbe quanto meno potuto chiedere di essere inserito nella Zona economica speciale - chiosa Munari - magari anche ottenendo un rifiuto. Ma nemmeno provarci o, peggio, forse neanche sapendo che esisteva la possibilità...”.

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