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TRIBUNALE

Stupri, botte e pugni in pancia alla compagna in gravidanza

Finisce a processo per lesioni e violenza sessuale, per fatti risalenti al 2016avrebbe anche minacciato la famiglia della ragazza. Parte il processo a suo carico

Stupri, botte e pugni in pancia alla compagna in gravidanza

In una occasione, ci sarebbe stato uno stupro vero e proprio: il giovane marocchino a giudizio avrebbe afferrato la compagna, la avrebbe scaraventata sul letto e, bloccandola, la avrebbe violentata. Fatti che si sarebbero verificati nel settembre del 2016.

In altre successive circostanze, si sarebbe reso responsabile di comportamenti di altro genere, comunque violenti, umilianti, in grado di generare paura. A febbraio dell’anno successivo, infatti, avrebbe colpito con un pugno in pancia la compagna, nonostante questa fosse in gravidanza. Una circostanza che l’accusa considera una aggravante ben precisa all’ipotesi di reato di lesioni. La giovane compagna, infatti, a seguito di quella aggressione avrebbe riportato lesioni giudicate dai medici guaribili in dieci giorni.

In altre circostanze, poi, si sarebbero verificate successive aggressioni fisiche, violente. In almeno due episodi, infatti, la giovane sarebbe stata afferrata, al braccio o al collo, presa a schiaffi e pugni, in entrambe le occasioni per una prognosi di circa cinque giorni. Per fortuna, quindi, nessuna lesione grave a seguito di quei comportamenti contestati dall’accusa e tradotti nell’ipotesi di reato di lesioni personali volontarie.

Ancora, viene contestato il reato di minacce, dal momento che l’imputato avrebbe in due circostanze, a giugno del 2017, minacciato di fare del male anche al fratello della compagna e alla fidanzata di questo. Delle minacce, poi, ovviamente avrebbe fatto le spese anche la compagna, alla quale sarebbe stata addirittura paventata una morte violenta.

Infine, l’ultima delle varie contestazioni con le quali l’uomo è finito a processo: ossia quella di avere utilizzato in maniera indebita la carta di credito della donna, in almeno tre occasioni. I fatti si sarebbero verificati in zona Este, per la quale è competente il Tribunale di Rovigo.

Il processo si è aperto questa mattina di fronte ai giudici del Collegio. Un primo passaggio molto tecnico, per le richieste e gli adempimenti iniziali, al quale è seguito un aggiornamento alla prossima udienza. L’imputato è difeso d’ufficio dall’avvocato Anna Osti, mentre la vittima, è assistita dall’avvocato Troccolo di Padova. Significa che ha deciso di affiancare, nel corso del dibattimento, l’accusa, domandando un risarcimento.

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