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Adria

“Ospedale, investimenti avanti tutta”

Compostella smonta i pessimisti. Per Corazzari “cambia la modalità di dare servizi”. E il “battagliero” Barbierato depone le armi.

Il futuro dell’ospedale non scalda più il cuore degli adriesi: perché è una battaglia persa rassegnati o perché non c’è motivo di preoccuparsi? Si capirà in futuro.

Sullo stesso interrogativo, “Rilancio o lento declino”, si è svolto oggi pomeriggio il convegno della Cgil che ha visto la partecipazione di una cinquantina scarsa di persone, quasi tutti operatori del mondo socio sanitario. Eppure era presente il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Fernando Compostella spesso accusato di evitare il confronto.

Ma il convegno della Cgil è destinato a passare alla storia anche per un altro motivo: il “battagliero” Omar Barbierato ha evidenziato alcune criticità, ma il suo intervento è stato impostato su una visione sostanzialmente positiva della situazione, o per lo meno non più preoccupante come qualche tempo fa.

Al punto da sorprendere o spiazzare lo stesso Davide Benazzo coordinatore dell’incontro che ha rimarcato il concetto di “scelte sbagliate portate avanti e che si stanno portando avanti nell’ospedale adriese e che la riforma dell’Ulss polesana (con soppressione di quella adriese, ndr) è avvenuta con un progetto politico ben chiaro per favorire le strutture private”.

Anche Barbierato si è detto preoccupato per la carenza di alcune figure professionali, in particolare gli anestesisti, e per certi turni massacranti rilevando che “la scelta di investire nel pubblico è politica e la Regione deve dire che cosa intende fare”. Quindi ha ringraziato l’Ulss 5 per “aver potenziato ortopedia che sta diventando un’eccellenza”, così pure per “aver portato il corso universitario di infermieristica”.

Una scelta, quest’ultima che, a detta del sindaco, “non va letta come compensazione, come è stato detto da qualcuno in modo cinico, ma come possibilità per i nostri giovani di trovare un lavoro vicino a casa”.

L’università ad Adria è stato al centro anche dell’intervento dell’assessore Cristiano Corazzari per rimarcare che “è un investimento sul territorio e sul futuro perché l’università porta i giovani”. Il rappresentante del governo veneto non vede “un ridimensionamento dei servizi socio sanitari in Polesine ed ad Adria, ma c’è un’evoluzione nell’erogazione di tali servizi, pertanto la scommessa del futuro sarà quella di portare la medicina sempre più vicina al paziente per gestire le cronicità che interessano una popolazione sempre più anziana”.

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