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Autonomia, “una parola vuota”

Benetti (Partito dei Veneti): “Noi miriamo solo a trattenere nel territorio il cuneo fiscale”

Autonomia, “una parola vuota”

A Roma è il giorno dell’Autonomia. Lunedì, infatti, il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia porterà la sua proposta di autonomia differenziata, che “assicura una cintura di sicurezza per le regioni più svantaggiate”, ma che almeno all’apparenza, ha fatto risedere ai tavoli anche il governatore Luca Zaia, che fino allo scorso anno aveva detto “no” ad autonomia depotenziata, ma solo con le 23 materie alle Regioni.

Ma c’è già chi non ci sta, come il partito dei Veneti che proprio sull’autonomia del Veneto votata da 5 milioni di veneti nel 2017, ha fatto il suo vessillo, prendendo le distanze anche dalla Lega e da Zaia. “Quello che chiediamo è il trattenimento nel territorio del residuo fiscale - spiega Fabio Benetti, ex consigliere comunale della Lega a Rovigo - Le competenze senza i soldi è inutile che ce le diano. Questo perché siamo insieme alla Lombardia quelli che teniamo insieme tutto l’apparato burocratico dello stato”.

Ma Benetti è sicuro che questa proposta non andrà da nessuna parte. “Luca Zaia, che fino allo scorso anno aveva posto il suo veto, o 23 materie o niente, oggi sembra ammorbidito. L’accordo era stato già firmato con Gentiloni nel 2018, andava preso, portato in Parlamento e votato. Invece si è perso tropo tempo. Nemmeno la Lega è riuscita ad approvarlo e trovo difficile qualsiasi tipo di attuazione da Nord a Sud di questa proposta qui. Ma Zaia attualmente ha solo l’obiettivo di portare a casa l’autonomia, ci sono le regionali quest’anno e basta la parola autonomia. Poi, cosa ci sta dentro è un altro conto. E’ una mera questione di propaganda”.

E assicura: “Roma non ci farà mai mettere le mani sui soldi del residuo fiscale. Inizia una lotta contro un sistema consolidato nel tempo, e in questo caso con una parte politica, gli stessi che hanno voluto il reddito di cittadinanza, che hanno un forte elettorato a Sud e non voteranno mai una legge che dal sud è vista male e non è accettata”. Oggi, dunque, sarà solo l’ennesima puntata di una never ending story. Almeno per l’esponente del Partito dei Veneti.

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