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Tutti in soccorso dei pescatori. Ma la Provincia li spreme

Mentre il Polesine si mobilita per aiutarli, la Provincia ha mandato una fattura da pagare subito, da 90mila euro, ai pescatori della Sacca

Tutti in soccorso dei pescatori. Ma la Provincia li speme

Mentre l’intero Polesine si sta prodigando per aiutare i cugini del Delta, la Provincia di Rovigo, guidata dal presidente Ivan Dall’Ara e dal direttore generale Maria Votta Gravina, al contrario, sgancia la bomba a mano e la lancia dritta nel mucchio. Un mucchio già devastato, composto da pescatori che nella tremenda mareggiata che ha colpito la Sacca di Scardovari tra il 12 e il 13 novembre hanno perso tutto: le cavane, ovvero i ricoveri per gli attrezzi, le attrezzature per la pesca, qualcuno anche le barche, e soprattutto il raccolto. Le vongole. L’oro del Delta. La vita di 1500 pescatori e famiglie.

Ma alla Provincia, a quanto pare, non importa poi più di tanto dei pescatori del suo territorio ai quali aveva già tentato di togliere i diritti di pesca.

Ed oggi, proprio per quei diritti, ha deciso di mandare una fattura, a saldo della quota annuale, del valore di quasi 90mila euro, indirizzata al Consorzio cooperative del Polesine.

Sia chiaro, non vi è nulla di illegittimo, anzi. E’ una delle rate che ogni anno il consorzio paga alla Provincia per utilizzare la Sacca.

Ma con la Sacca devastata e il Polesine intero che si mobilita per raccogliere fondi a sostegno dei pescatori (abbiamo perso il conto delle iniziative organizzate per loro segno della grande solidarietà del Polesine), com’è possibile che il direttore, che ha firmato la lettera che accompagna la fattura mandata al consorzio, o il presidente Ivan Dall’Ara, non abbiano pensato che forse, questa volta, non era proprio il caso di rispettare i tempi dettati dalla burocrazia? Di che evento eccezionale avevano bisogno per poter rinviare un pagamento? Questo non era forse sufficiente? Non abbastanza, a quanto pare, per concedere, come sarebbe stato normale fare, uno slittamento del pagamento. Non cancellarlo, chiaro. Ma almeno spostarlo.

E invece no. Viene quasi da pensare che si possa trattare di una non troppo sottile vendetta dopo la “sconfitta” della Provincia ad opera del Consorzio e, praticamente, dell’intero territorio schierato al suo fianco, sui diritti di pesca.

Ed è un pensiero triste. Davvero triste.

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