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IL CASO

Va a caccia: lo prendono a fucilate

Auto crivellata, danni pesanti. Arrivano i carabinieri. Lo stupore della vittima: “Perché?”

Va a caccia: lo prendono a fucilate

Al ritorno da una domenica di caccia nella zona di Pila, si sono trovati l’auto presa a fucilate. Un episodio che, domenica, ha portato sul posto anche i carabinieri di Porto Tolle, per cercare di gettare luce su un episodio che, allo stato, appare davvero avere tutti i connotati di un avvertimento, se non di una intimidazione vera e propria. Della quale, però, Luca Girotto, carabiniere in congedo, grande esperto di armi e appassionato cacciatore, proprio non riesce a capire il motivo. E’ rimasto tanto ferito, e stupito, dall’accaduto, che ha deciso di scrivere una sorta di lettera aperta a tutti i cacciatori della zona, per cercare di capire cosa sia accaduto.

Lanciando anche un monito estremamente chiaro: comportandosi in questa maniera, non si fa altro che dare pretesti e ottime occasioni per parlare male della caccia e di quanti amano praticarla.

Sono un cacciatore appassionato di anatidi, praticando la mia passione nella zona di Pila, ma sono residente a Rovigo. Vorrei testimoniare un grave fatto, accaduto domenica 1° dicembre proprio nella zona del villaggio pescatori di Pila. Qui, hanno sparato sulla vettura del mio amico e compagno di caccia. E’ stata grande, la mia tristezza nel trovarmi a pensare che per invidia un probabile cacciatore, stupido a dire poco, abbia probabilmente utilizzato un fucile da caccia per sparare all’auto del mio amico con munizione a pallini in acciaio.

Noi, che pensavamo di essere andati a trascorrere una tranquilla giornata di caccia in laguna, condividendola con altri amici cacciatori nelle varie coveggie (le postazioni in valle, ndr), al ritorno ci siamo invece ritrovati l’amara sorpresa nel vedere una fucilata sparata contro l’auto del mio amico, testimoniando cattiveria, ignoranza o gelosia di qualcuno che, forse, ci vuole fare capire che a Pila non siamo graditi, pur essendoci comportati con rispetto verso tutti.

Questo triste fatto lo testimonio da cacciatore, conoscitore di questo ambiente da quasi 35 anni. Cominciai, infatti, nel 1985, proprio a Pila, la mia esperienza con la caccia alle anatre, con il mitico, per me quasi un padre, signor Marino Boscolo, “Marinin”, purtroppo deceduto da molti anni.

Mi ha aiutato a imparare la caccia agli anatidi, prestandomi la sua barca per potere accedere alle postazioni di caccia.

Ora, tristemente, mi rivolgo a voi, presunti amici cacciatori di Pila e vi domando, davvero stupito: “Cosa ho mai fatto per meritare questo?”. Sono a conoscenza delle vostre abitudini sulla caccia, a volte non sempre logiche, però. Chi vi conosce, come me, sa che non deve abusare senza prima chiedere delle postazioni di caccia, che seppure censite dalla Provincia, vengono accudite da voi, per sistemarle. Di fatto, ve ne sentite proprietari.

Conosco tutto questo e sono sempre stato molto rispettoso nei vostri confronti, prodigandomi ad aiutare qualche vero amico cacciatore di Pila nella sistemazione di alcuni posti di caccia. Per non creare problemi a nessuno, ho sempre chiesto, al “virtuale proprietario”, la possibilità di utilizzare un determinato posto di caccia.

Non capisco, allora, questo brutto gesto e non capisco quale possa essere la sua interpretazione: intimidazione? Per cosa? Per farmi capire che non posso frequentare posti di caccia che io stesso ho aiutato a sistemare? Così facendo, cari amici, o presunti amici cacciatori, avete concesso una grande opportunità, senza rendervene conto, a chi vuole parlare male dei cacciatori. Bravi.

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commenti 1
  • adriano tolomio

    05 Dicembre 2019 - 08:08

    Per una volta tanto, mettiamoci dalla parte delle anatre: ecco come vengono ridotte da una fucilata!

    Rispondi

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