you reporter

teatro sociale

Oltre il ridicolo: transenne sul palco, attori increduli

Artisti e tecnici arrabbiati per l’impossibilità di far bene le prove, regolare luci, utilizzare spazi

Oltre il ridicolo: transenne sul palco, attori increduli

Ve l’immaginate un’opera lirica, o un altro spettacolo teatrale, che all’inizio del palco, proprio sul proscenio, si presenta con una sfilza di transenne? Quelle usate per tenere alla larga curiosi, o per delimitare un’area di cantiere, o, ancora, per bloccare l’accesso ad una strada o in una piazza. Sarebbe una scena come minimo ridicola, per non dire grottesca e irrispettosa di teatro, cultura e artisti. Non è quello che è successo a Rovigo, al teatro Sociale, ma poco ci manca.

Tutto deriva dalle disposizioni dello Spisal per la sicurezza, disposizioni conseguenti alla caduta accidentale dal palco del Sociale di alcuni mesi fa. In quell’occasione una persona era scivolata nella “buca” dell’orchestra che nei teatri si apre proprio sotto al palcoscenico. Lo Spisal, in seguito all’incidente fece una serie di ispezioni e sopralluoghi, decidendo una serie di accorgimenti da adottare. E quindi l’ordine è stato poi diramato a chiunque voglia salire sul palcoscenico per effettuare prove ed esercitazioni in vista degli spettacoli. Prove che devono essere effettuate con delle transenne piazzate sul limite del palco, per separare le tavole su cui si esibiscono, e provano, gli artisti, dal “precipizio” con vista sulla buca. Un dispositivo di sicurezza, però, da adottare solo durante le prove, perché durante queste occasioni l’utilizzo degli spazi teatrali può essere definito “area di cantiere”, con la possibilità, quindi, di utilizzare dispositivi di sicurezza, come appunto le transenne divisorie.

Ed è successo anche l’altro giorno, quando al Sociale erano in pieno svolgimento le prove per l’opera “Don Giovanni” che questa sera delizierà gli amanti della lirica. Fare le prove in quel modo, per registi, tecnici, artisti, è stato un vero supplizio perché le due transenne sul palco ostacolavano la vista dalla platea, rendevano impossibile apprezzare in pieno spazi e movimenti degli interpreti, ostacolavano il posizionamento delle luci e tutta l’infinita opera di dettaglio e cesellatura che serve per la messa a punto di uno spettacolo. Tanto che qualcuno è arrivato a lanciare la provocazione di andare in scena anche con le transenne, per far ridere tutto il mondo dello spettacolo. Solo in questo modo, infatti, qualcuno si sarebbe reso conto dell’assurdità che sono costrette a vivere maestranze e artisti.

Vero che le norme dello Spisal sono valide ovunque, e che con la sicurezza sul lavoro non si scherza, e su questo non ci piove. Il punto è, però, ed è questa la riflessione che l’altro giorno circolava fra le pareti del teatro rodigino (teatro di tradizione e quindi di livello eccelso), che per mettere in pratica disposizioni e direttive occorre anche quel che solitamente si chiama “buonsenso”. In alcuni teatri, ad esempio i tecnici utilizzano un dispositivo di sicurezza per assicurarsi ad un semplice cavo tirato lungo il palco. Ed ecco allora che gli indici sono puntati verso chi, dirigenti del Comune in primis, ha disposto l’applicazione di queste norme come se si fosse in un normale cantiere, e non in un teatro dove prove ed artisti hanno esigenze particolari. Anche perché, ci si chiede, il pericolo c’è solo durante le prove? E durante lo spettacolo quando il palco si riempie di attori e figuranti?

Al di là di questo interrogativo retorico, e dell’altra assurdità, cioè le barre metalliche sui palchi, che spezzano la visuale, resta il fatto di una scena al limite del farsesco (siamo pur sempre in teatro): artisti al centro della scena, registi in platea intenti a distribuire indicazioni, e in mezzo una fila di transenne da cantiere. Prima o poi qualcuno si accorgerà di essere in uno dei migliori teatri del Veneto?

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • Max61

    07 Dicembre 2019 - 08:08

    E' inutile fare tante polemiche, la soluzione è semplice, insegnare agli ispettori dello SPISAL che tutte le aziende, Teatro Comunale compreso hanno bisogno e diritto di lavorare, e quando decidono qualche cosa per la sicurezza, non devono pensare senso unico, ma ascoltare le esigenze produttive delle aziende, in pratica, o fate cosi o chiudete, non va bene, insegniamo a questi signori che ci vuole intelligenza e buon senso

    Rispondi

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl