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ECONOMIA

La Zes come punto di partenza

“Ogni territorio farà valere le sue caratteristiche in ottica di filiera e sistema. Siamo all’inizio del lavoro”

La Zes come punto di partenza

La Zes come un punto di partenza da considerare anche in ottica di filiera e contesto. La Cina “prenota” le Zes del sud, puntando a sfruttare i porti di Puglia e Campania come base di lancio per la risalita commerciale di Italia ed Europa. E la Zes veneta, o Zls, che dovrebbe essere varata dal Parlamento nella discussione sulla legge di bilancio nei prossimi giorni? “Nessuna concorrenza - spiega Gian Michele Gambato, vicepresidente di Confindustria Venezia Rovigo - ogni territorio ha le sue peculiarità e saprà correre per promuovere e valorizzare le proprie caratteristiche. Non credo che gli investitori cinesi, ad esempio potrebbero puntare sul porto di Venezia, e quindi sulla Zes di Marghera e Polesine, perché non ha la possibilità di accogliere navi con un determinato pescaggio. Anche se vicino c’è Trieste con il quale ci possono essere legami e rapporti”. Ma non è questo il punto, spiega ancora, “in primo luogo perché non ci sarà alcuna dinamica concorrenziale, anzi è auspicabile una sorta di regia fra le varie Zes, una strategia industriale coordinata”.

Inoltre ci sono le caratteristiche generali, geografiche e infrastrutturali su cui fare leva. “Nei prossimi mesi - ribadisce Gambato - andremo a proporre le aree Zls del Veneto nelle principali piazze finanziarie del mondo, da New York a Londra a Francoforte, dove ci sono i grandi fondi di investimento che decideranno di investire sia in base alle opportunità concesse dalla Zes, e quindi benefici fiscali, semplificazioni e quant’altro, ma anche in base al contesto generale. parlo di grossi player che ragionano sugli investimenti anche in base a distanze, tempo e quel che sta attorno alle aree Zes. Il Polesine, quindi, andrà promosso per le sue caratteristiche, e quindi infrastrutture, idrovie, aree disponibili con grossi benefici, le filiere produttive e i distretti produttivi: ma anche per la vicinanza ad un vasto sistema industriale che va dall’Emilia al resto del Veneto e alla Lombardia. Mercati e indotto che, nella logica dei grandi investitori, fanno parte di un unico insieme”.

Ecco allora che le aziende che decideranno di cogliere l’occasione della Zls per insediarsi nei 16 Comuni polesani (da Polesella a Melara) lo faranno anche se riterranno favorevoli le condizioni infrastrutturali, il sistema limitrofo delle industrie, le coperture digitali, “la banda larga sarà a posto”, chiosa Gambato. “Certo - specifica - queste sono condizioni e caratteristiche su cui occorrerà fare leva. Non dimentichiamo che siamo al centro della Pianura padana, che è il cuore pulsante dell’industria nazionale, dove si produce il 45% del Pil industriale. Tutto questo per far correre la Zes. Perché bisogna essere chiari: se e quando il parlamento voterà la legge istitutiva saremo al punto di partenza, non al punto di arrivo. Da quel momento occorrerà lavorare per dare concretezza a questa opportunità. Lavorare di concerto con istituzioni e amministrazioni locali per definire le varie aree di insediamento, capire quali sono gli investimenti che possono essere i più adatti”.

Un punto di partenza quindi, dove il Polesine si sta sistemando sui blocchi in attesa di quello start che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Forse già a cominciare da oggi, domani al massimo, quando il governo (per mano del ministro del Sud Giuseppe Provenzano) presenterà l’emendamento contenente la norma sulla Zes-Zls. Poi le gambe dell’economia e del sistema Polesine dovranno mettersi in moto.

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