you reporter

VIOLENZA SESSUALE

Anziana di 73 anni stuprata da un giovane marocchino

Ha reagito alla rapina, lui l'ha punita così. Identificato dopo anni grazie al Dna

53enne picchia selvaggiamente l'anziana madre

E' entrato in casa dalla finestra, ha tentato di rapinarla dei 10 euro che aveva in casa e vista la resistenza dell'anziana di 73 anni, l'ha trascinata in giardino al gelo e qui l'ha stuprata. Una specie di allucinante, tremenda, umiliante “punizione”, quella che un giovane marocchino avrebbe posto in essere ai danni di una anziana residente in un piccolo Comune dell’Altopolesine. Una punizione per essersi opposta alla rapina.

Un fatto terrificante avvenuto nel febbraio del 2012. Una anziana donna, all'epoca 73enne, vedova, che abitava in una casa di campagna da sola, secondo questa ricostruzione sarebbe stata aggredita e stuprata da un extracomunitario che, dopo essersi introdotto con un passamontagna sul volto sfondando il vetro della finestra, le avrebbe chiesto 10 euro e, al seguito del rifiuto, avrebbe intrapreso una colluttazione. L'aggressore avrebbe poi trascinato l'anziana in giardino, dove avrebbe compiuto la tremenda violenza.

L'anziana era stata trasportata all'ospedale di Trecenta dove i medici avevano accertato che aveva subito violenza sessuale. La 73enne aveva indicato lo stupratore come un extracomunitario dall'accento marocchino.

A lungo, non era stato possibile dare una identità, per quanto presunta, all’autore della violenza. La svolta avvenne ad anni di distanza, quando un giovane marocchino, arrestato per altro motivo e sempre per altra causa sottoposto all’esame del Dna, vide il campione in questa maniera prelevato fornire una concordanza assolutamente insospettata: vale a dire con quello prelevato dai residui organici trovati sui vestiti dall’anziana vittima di violenza.

Gli accertamenti, curati dal personale del Ris, il Reparto investigazioni scientifiche dei carabinieri, avevano consentito, nei mesi scorsi, di fare finire a giudizio l’imputato. Il processo è cominciato nella giornata di ieri, con l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Maria Giulia Rizzo, mentre la difesa è affidata all’avvocato Susanna Travagli del foro di Rovigo.

Non costituita parte civile, invece, la vittima che, del resto, già all’epoca, anni fa, aveva espresso il desiderio di lasciarsi quanto prima alle spalle questa vicenda. L’udienza di oggi è stata dedicata alle prime formalità, mentre, a febbraio, il dibattimento dovrebbe entrare nel vivo.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl