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IL CASO

Secondo il giudice la buca si poteva vedere: niente risarcimento

E tra le ultime richieste danni contro il Comune anche un uomo che ha sbattuto contro un palo camminando e una donna caduta per inseguire un cane

Secondo il giudice la buca si poteva vedere: niente risarcimento

Le strade del comune capoluogo sono un disastro, e lo sono da anni. Lo dimostra anche la numerosità delle richieste di risarcimento e le cause che i cittadini hanno intentato contro il Comune di Rovigo nella speranza di ottenere il rimborso per le spese sostenute per riparare auto o ossa rotte dopo cadute o incidenti - a loro avviso - causati proprio dalle condizioni della strada. Risarcimenti e cause che arrivano ora ma risalgono a quattro o cinque anni fa che fanno poi il paio, però, anche con altre richieste danni più recenti.

E il Comune, alle volte, si trova costretto a risarcire perché, in effetti, ci sono buche e dissesti stradali che sono davvero disastrosi e vengono ritenuti dal giudice di turno, (o dall’assicurazione senza arrivare in tribunale) causa di incidenti più o meno gravi.

Ma spesso, invece, è il cittadino a soccombere nella causa, costretto alla fine a pagarsi pure le spese legali. Ed è questo il caso, ad esempio, di una causa che riguarda un incidente avvenuta in via Calatafimi ancora nel 2014. Il giudice, in questo caso, ha dato ragione al Comune sostenendo la “condotta colposa dell’automobilista”.

Che, in altre parole, significa che, a detta del giudice, l’automobilista avrebbe potuto accorgersi prima delle condizioni della strada evitando così di incorrere nel sinistro. Insomma, poteva evitare la buca ed evitare quindi i danni, sempre secondo il giudice.

E così ora l’automobilista si ritrova costretto a pagare 10mila euro tra danni all’auto e spese legali. Non un grande affare, insomma, per lui, aver intentato la causa.

E sono sempre più numerosi, tra l’altro, in questo periodo, i cittadini che “ci provano” convinti che portare il Comune in tribunale porti automaticamente al risarcimento senza pensare che, in caso di sconfitta, oltre al danno ci si trova a pagare pure esose spese legali.

Tra i casi particolari, abbiamo ad esempio un uomo che avrebbe provato a portare in tribunale il Comune perché camminando lungo il marciapiede sarebbe andato a sbattere contro un palo. L’uomo sosteneva che il palo fosse “piantato male”. Incredibile anche la vicenda di una donna che, per rincorrere il cane scappato da casa sarebbe inciampata cadendo sul marciapiede ed avrebbe tentato quindi di farsi risarcire dal Comune. In entrambi i casi, fatica specata.

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