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Decreto fiscale

Nuovo anno, il taglio è servito

Rovigo ci rimette 184mila euro, Adria 42mila e Porto Tolle 91mila. Ma sette paesi ci guadagnano

Nuovo anno, il taglio è servito ai comuni polesani

Alberto Garbellini

ROVIGO - La città di Rovigo ci rimette 184mila euro e spiccioli. Adria 42mila euro e Porto Viro 2.578 euro. Sette Comuni polesani invece ci guadagnano, dai 14mila euro di Taglio di Po ai 1.756 euro di Pontecchio. Sono i tagli, o i guadagni, imposti agli enti locali dalla nuova normativa sul fondo di solidarietà comunale come emerso dal decreto fiscale. Anci Veneto evidenzia che i Comuni del Veneto, complessivamente, subiranno una riduzione del fondo pari a 7.782.958,70 euro, in pratica 418 Comuni su 563 presentano un saldo negativo rispetto all’anno 2019.

Il Fondo di solidarietà comunale, istituito nel 2013, è lo strumento di perequazione fiscale del comparto comunale finalizzato ad assicurare un’equa distribuzione delle risorse ai comuni, svolgendo una funzione di compensazione delle risorse storiche e di perequazione determinata dalla differenza tra fabbisogni standard e capacità fiscale. I nuovi criteri sono stati modificati, rispetto al 2019, in quanto il decreto fiscale è intervenuto sulla disciplina del Fondo di solidarietà comunale stabilendo che la quota del Fondo da distribuirsi tra i Comuni delle Regioni a statuto ordinario in relazione alle capacità fiscali e ai fabbisogni standard è fissata al 50 per cento per l’anno 2020 ed è incrementata del 5 per cento annuo per gli anni successivi, sino a raggiungere il valore del 100 per cento a decorrere dal 2030. Prima si prevedeva per l’anno 2020 una percentuale dell’85 per cento e del 100 per cento a decorrere dal 2021.

In questo modo la gran parte dei Comuni veneti e polesani ci rimetteranno quote variabili di risorse finanziarie. In particolare Rovigo ci rimetterà 184.692 euro (da 6.465.473 euro a 6.280.781). Adria ci rimette 42.131 euro. Quindi, restando solo ai Comuni più grandi: Porto Viro perde solo 2.578 euro mentre Occhiobello deve lasciare sul tappeto 87.580 euro. Lendinara ci rimette 5.118 euro, mentre il taglio per badia Polesine è di 3.862 euro. Porto Tolle invece deve rinunciare a ben 91.103 euro. Insomma tagli a geometria variabile, considerando che ci sono Comuni non di grandi dimensioni costretti a subire una decurtazione sensibile, ad esempio Castelmassa deve subire un taglio di 75mila euro. Ficarolo totalizza un meno 40mila; Giacciano con Baruchella una sforbiciata di 33.847 euro. Melara un taglio di 35.791 euro. E ancora: a Stienta 35.153 euro in meno. A Trecenta un colpo d’ascia di 40.494 euro.

Ma c’è anche ci sorride, anche se non di molto. E così a Taglio di Po ci sono 14.350 euro in più. A Villanova del Ghebbo 1.946 euro in più; a Pontecchio 1.756 euro. Segno più anche a fratta, per 4.236 euro. E poi Crespino con 2.630 euro, a Castelnovo Bariano incremento di 5.635 euro. A Bosaro invece ci sono 3mila euro in più.

A conti fatti i Comuni polesani ci rimettono, e non poco, come nel resto del Veneto.

Dal monitoraggio effettuato da Anci Veneto risulta evidente che tale modifica risulta penalizzante, in modo significativo, per i Comuni del Veneto. “L’Anci Veneto - dice il presidente Mario Conte - ha realizzato immediatamente uno studio per avere un quadro completo della situazione ed emerge che su 563 Comuni sono 418 quelli penalizzati. Dietro questi freddi numeri ci sono risorse che mancheranno dai bilanci comunali e potevano essere utilizzati per scuole, strade, sociale e sicurezza solo per fare un esempio. Purtroppo la legge di bilancio ha fatto trovare sotto l’albero di Natale dei sindaci delle sorprese amare rimandando agli anni avvenire risorse strategiche per gli investimenti. Da qui il nostro giudizio sempre più negativo sulla legge di bilancio”. “L’Anci Veneto si è già attivata - spiega il presidente di Anci Veneto - con i propri canali istituzionali con l’obiettivo di modificare i criteri che rappresentano un ulteriore duro colpo a sindaci del Veneto. Faremo sentire la nostra voce perché non possiamo accettare questa situazione. Infatti abbiamo già pronta una proposta di emendamento sottoscritta da tutti i sindaci del Veneto per modificare l’articolo 57 del decreto fiscale. La legge di bilancio e il decreto fiscale hanno messo in evidenza ancora una volta come la gestione delle risorse da parte dello Stato centrale non riesca a premiare chi ha i conti in ordine. La via maestra per evitare queste distorsioni è l’autonomia di cui i Comuni devono essere il motore. Con la riforma le risorse sarebbero gestite nei nostri territori e come dimostrano i sindaci del Veneto ogni giorno questo avverrebbe in modo virtuoso ed efficiente”.

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