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IL CASO

Eroina ai minori? Te la cavi con 3 mesi

Arrestato in via Badaloni con le palline di stupefacente. Il pm chiede 4 anni, ma il giudice opta per una condanna molto differente

Eroina ai minori? Te la cavi con 3 mesi

Il pubblico ministero ha chiesto quattro anni di reclusione, il giudice ha ritenuto sufficienti tre mesi e 10 giorni, in tutto 100 giorni, con la sospensione condizionale della pena, oltre al riconoscimento dell’ipotesi lieve del reato che veniva contestato al nigeriano di 31 anni al centro della vicenda.

Si chiude in questo modo il primo capitolo dell’indagine della squadra mobile che aveva consentito di scoprire come, in centro a Rovigo, a due passi dal Duomo, tra via Donatoni e via Badaloni, si spacciasse eroina ai minori. Per il 31enne nigeriano, era scattato l’arresto in flagranza. Alla vista del personale della mobile, lo straniero, con uno stratagemma tipico di chi si dedica a questo sporco mestiere, avrebbe ingoiato le palline di stupefacente che teneva con sé, per pochi grammi in tutto, e che custodiva sotto la lingua.

Non è bastato questo, però, per rendere “irreperibile” lo stupefacente, dal momento che gli investigatori hanno portato l’uomo in ospedale, piantonandolo sino a quando non si è “liberato naturalmente” di quanto aveva ingoiato. Da qui, la contestazione di detenzione a fini di spaccio dello stupefacente.

Per questo procedimento penale, si è proceduto per direttissima, con la sentenza di primo grado arrivata nel pomeriggio di ieri, con l’avvocato Andrea Braccioli che è riuscito a ottenere una condanna molto meno pesante di quella domandata dall’accusa e che potrebbe essere ulteriormente “limata” in Appello.

Resta aperto, invece, un secondo filone di indagine, per il quale era arrivata, a carico del nigeriano, un ordine di custodia cautelare in carcere, questa volta a seguito di una articolata indagine. L’uomo, infatti, assieme a un connazionale, sarebbe tra i responsabili - assieme ad algerini, tunisini, albanesi - della cessione di circa 1300 dosi di stupefacente di vario tipo in centro a Rovigo. Gli investigatori della squadra mobile della questura cittadina, in particolare, ritengono di avere documentato circa 1300 cessioni. 800 di eroina, 300 di cocaina, 150 di marijuana. Per questo secondo filone, appunto, le indagini sono ancora aperte. Una inchiesta che ha scoperchiato uno scenario che davvero in pochi avrebbero potuto immaginare e che sarebbe, invece, purtroppo drammaticamente attuale.

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commenti 1
  • Lorybull

    15 Gennaio 2020 - 11:11

    ..... sarei veramente curioso di vedere ... se il figlio di qualcuno di questi "lor signori", di giudici buonisti , fosse vittima , o acquirente , di questi spacciatori , sarei proprio curioso di vedere il loro modo di agire ... se potesse essere "imparziale" , come lo è stato nella sentenza di qualche giorno fà ......

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