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Distrutte tre reti dei bracconieri

Sequestrate un anno fa, nessuno ne rivendica la proprietà.

Distrutte tre reti dei bracconieri

No: i predoni non si sono fatti vivi per rivendicare il possesso di quei tre bertovelli di due metri l’uno, sequestrati esattamente un anno fa dalla guardia di finanza di Porto Levante. Così la Provincia ha deciso di autorizzarne la distruzione, anche in considerazione della difficoltà di continuare a custodire quelle grandi reti nella caserma di Porto Levante.

La vicenda inizia il 3 gennaio di un anno fa. Sono le 16.15 quando gli uomini della guardia di finanza di Porto Levante notano quelle tre reti collocate in acqua. Attrezzi risultati completamente abusivi: erano infatti - come si legge nei documenti ufficiali - collocati in acqua senza alcun contrassegno riportante il numero identificativo della licenza di pesca professionale del pescatore che li ha posati, e non risultavano inoltre segnalati in superficie con i galleggianti, come invece sarebbe previsto.

Dunque, la finanza ha sequestrato tutte e tre le reti, che da allora sono custodite in caserma. A stretto giro, a fine gennaio dello scorso ano, il comandante della sezione operativa navale di Porto Levante aveva chiesto alla Provincia di autorizzare la distruzione degli attrezzi sequestrati. La Provincia, allora, ha fatto scattare il relativo procedimento amministrativo. Ora, con atto firmato il 7 gennaio dal dirigente del servizio di polizia provinciale Monica Zanforlin, la Provincia prende atto che in un anno “nessuno ha mai reclamato la proprietà dei materiali”, autodenunciandosi dunque come bracconiere. E ne ha disposto la distruzione.

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