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L’INDAGINE

Medico denuncia: "Abusata in ambulatorio da uno straniero"

Sarebbe avvenuto alla guardia medica. Per l’accusa è “ipotesi lieve”

Medico denuncia: "Abusata in ambulatorio da uno straniero"

L’accusa è quella di avere costretto una donna a subire atti sessuali controvoglia, negli ambienti della guardia media di Lendinara, dove l’uomo era andato per una iniezione. “Ipotesi lieve”, precisa, riferendosi alla fattispecie di violenza sessuale che si sarebbe verificata, il pubblico ministero nel documento che notifica la chiusura delle indagini preliminari. In particolare, si parla di un bacio su una tempia, che sarebbe, in realtà, un tentativo di bacio finito male.

I fatti sono recenti, recentissimi: risalirebbero, secondo la ricostruzione accusatoria, a meno di due mesi fa. Tutto sarebbe accaduto nei locali della guardia medica. Qui, un marocchino di circa 45 anni avrebbe cercato di baciare la dottoressa che, però, divincolandosi, sarebbe riuscita ad evitare il contatto sulle labbra “spostandolo” sulla tempia, divincolandosi celermente e con forza.

Questo, perlomeno, secondo la dinamica dei fatti ricostruita nella comunicazione di chiusura delle indagini preliminari, che pare preludere, sempre a meno di colpi di scena che potrebbero verificarsi in questa fase, a una successiva richiesta di rinvio a giudizio per l’indagato.

A difenderlo, gli avvocati Paolo Guidorzi e Sebastiano Casolino, che ritengono, però, che le cose siano andate in maniera molto differente, perlomeno secondo la versione del loro assistito, che spiega di non avere fatto nulla di fuori luogo e certo non quello che si vede ora contestare formalmente. Il 45enne spiega di essere andato alla guardia medica perché doveva farsi praticare una iniezione.

Avrebbe incontrato la professionista di turno quel giorno, che avrebbe cominciato a lamentarsi con lui delle difficoltà del proprio lavoro e di altri problemi che la avrebbero afflitta, dimostrando un profondo scoramento. Nel farlo, la donna sarebbe venuta verso di lui, forse in cerca di conforto. A quel punto, difficile dire chi abbia fatto cosa, ma ci sarebbe stato un semplice abbraccio, con la donna che avrebbe poggiato la testa sulla spalla del 45enne che, di suo, la avrebbe baciata sulla testa.

Non si tratterebbe, quindi, di un tentativo di bacio sulle labbra andato male, soprattutto grazie alla prontezza della reazione di chi avrebbe dovuto subirlo: l’indagato avrebbe fatto esattamente quello che voleva fare. Sul momento, non sarebbe accaduto nulla. In seguito, la denuncia. Questo, perlomeno, dal punto di vista della difesa. Due versioni che appaiono in contrasto, quindi, per quanto anche la presunta vittima abbia escluso atti ulteriori dopo quello. Ora, a norma di codice di procedura penale, la difesa avrà una ventina di giorni per avanzare le istanze che riterrà alla Procura, ossia domandare un interrogatorio, o depositare memorie.

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