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L'intervista

Il prefetto: “Genitori, aprite gli occhi”

Il dato sugli assuntori non è in aumento. “Il problema è che si comincia sottovalutando”

Il prefetto: “Genitori, aprite gli occhi”

Il ritrovamento di una siringa per iniettarsi eroina, nell’astuccio scolastico di una giovane polesana è la punta dell’iceberg di un problema noto alla prefettura e alle forze dell’ordine, che raccolgono ogni anno decine di segnalazioni sugli assuntori di sostanze stupefacenti nella provincia.

“Il dato non è in aumento - rassicura da una parte il prefetto Maddalena De Luca, in prima linea sul contrasto al consumo di droghe - Qualcuno, tra l’altro, tra gli assuntori, una volta segnalato, si ravvede ed evita di ritrovarsi in situazioni del genere. Il nostro scopo è quello di comunicare le conseguenze devastanti dell’utilizzo dello stupefacente a quante più persone possibili. Non un’azione punitiva, dunque, ma educativa”.

E a proposito di comunicazione e di educazione, è proprio ai genitori che il prefetto torna a rivolgersi, perché “un genitore lo sa”. “Se c’è un disagio, gli osservatori privilegiati dei ragazzi sono i genitori - dichiara De Luca - Sappiamo che spesso si sentono schiacciati dal peso del loro ruolo, non si sa come comportarsi, come gestire i figli. Ma l’attenzione della scuola, di pari passo con la famiglia deve essere alta. Passano tanto tempo lì e bisogna lanciare chiaro il messaggio che la droga è pericolosa. I ragazzi e le famiglie sono le persone a cui dobbiamo comunicare di più”.

Ciò che infatti emerge è la “sottovalutazione dei rischi nell’assunzione di sostanze stupefacenti da parte dei giovani”.

Per questo, oltre a coordinare il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, che spesso affronta l’argomento e prende misure, Maddalena De Luca in prima persona sarà nelle scuole per lanciare un messaggio chiaro agli studenti. “Presto sarò negli istituti a parlare di cyberbullismo, ma interverrò anche sull’assunzione di droghe”. Un argomento che lo stesso ministero dell’Interno prima di Natale ha portato all’attenzione delle prefetture e delle forze dell’ordine.

 

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 22 gennaio

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