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Pettorazza Grimani

Edilizia privata, sofferenza finita

Il vicesindaco Grassetto: “Spiace per il disagio. Arriveranno due figure per smaltire le pratiche”

Edilizia privata, sofferenza finita

Una situazione delicatissima che ha messo in grande crisi un intero settore del Comune di Pettorazza Grimani. Ma la soluzione sembra vicina. Sono ormai cinque mesi che la porta del settore edilizia privata del Comune di Pettorazza Grimani è chiusa. L’impiegato che lo segue è in malattia, e tutte le pratiche, in questo modo, si stanno accumulando sopra il suo tavolo senza che possano essere evase. Una situazione piuttosto grave per la quale i cittadini, da qualche tempo, hanno chiesto lumi all’amministrazione comunale, visto che permessi di costruire piuttosto che Scia o Dia, rimangono inevasi. Con un danno, peraltro, proprio per le casse del comune che non riesce a percepire gli oneri relativi ai lavori.

Una situazione, come detto, per la quale il sindaco Gianluca Bernardinello e il suo vice Andrea Grassetto, hanno cercato in diversi modi di risolvere. E solo in questi giorni sembra che la soluzione sia arrivata. “Fino a gennaio, anche volendo, non ci si poteva attivare per sostituire il dipendente in malattia - spiega Grassetto - e dobbiamo dire che non ci sono stati partner che ci abbiano voluto dare una mano. Nessun ente locale che ci abbia aiutato. Ma dopo la richiesta di proroga della malattia per altri due mesi, finalmente siamo riusciti a sbloccare delle somme dal bilancio e approvare una convenzione con un comune vicino e con un’azienda di servizi per due figure che seguano l’edilizia privata. Soprattutto che si occupino di smaltire il lavoro arretrato”. “Dall’1 febbraio prossimo saranno entrambi operativi - annuncia il vicesindaco - siamo coscienti del disagio patito dai cittadini e ci dispiace, abbiamo cercato di correre ai ripari subito”.

Grassetto riflette, quindi, sulle difficoltà dell’amministrazione comunale di investire sul personale. “I precedenti governi italiani, dal 2013 in poi hanno fermato le assunzioni e il turn over dei comuni - spiega - per cui mancano le risorse per assumere da una parte, e non si possono sostituire i dipendenti che vanno in pensione, se non con un rapporto di un assunto ogni 2,5 che vanno in quiescenza. Senza dimenticare che il personale dei comuni è sempre più anziano”. “E non mi si venga a dire che l’unione dei comuni possa essere una soluzione - conclude Grassetto -non si possono fare le nozze coi fichi secchi. Perché gli altri comuni delle stesse dimensioni nostre hanno i nostri stessi problemi, e mettendosi insieme si moltiplicano. Mentre quelli più grandi, ti snobbano. Lo Stato continua a premiare quei comuni con tanta capacità di spesa mentre quelli virtuosi rimangono al palo”.

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