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L’INAUGURAZIONE

“Concordi, passato e futuro polesani”

Prima la relazione del presidente Boniolo con ospite Francesco Sabatini della Crusca. Nove i nuovi soci

“Concordi, passato e futuro polesani”

ROVIGO - La splendida Sala degli Arazzi ha accolto l’apertura del 440esimo Anno Accademico Concordiano. Dal 1580 l’Accademia dei Concordi è un simbolo, non solo culturale, della città di Rovigo ed è conosciuta nel panorama nazionale e non solo, ponendosi come uno delle perle del Polesine.

Le celebrazioni hanno visto la presenza di diverse autorità cittadine, a partire dal sindaco Edoardo Gaffeo che ha affermato: “L’Accademia dei Concordi è un fiore all’occhiello della nostra città. Negli anni ha dato luce al patrimonio culturale che custodisce al suo interno ed ha ospitato personaggi di assoluto prestigio. Con il recente accordo storico firmato con l’amministrazione comunale, continua il percorso insieme e devo ringraziare l’Accademia per il lavoro straordinario profuso che sta facendo per il bene della città di Rovigo”.

Il presidente Giovanni Boniolo, prima della sua relazione, ha chiesto di osservare un minuto di silenzio per ricordare i soci che hanno lasciato l’istituzione in questi mesi: Fernando Cavazzutti, Annabella Degan, Gianfranco Schiesaro. E poi un pensiero è andato, vista la imminente ricorrenza, a tutti coloro che hanno avuto la sventura di cadere nelle mani dei nazi-fascisti durante quei giorni bui.

Nella sua relazione Boniolo ha sottolineato: “Vorrei invece focalizzarmi su un tema che sta caratterizzando questo mio periodo di reggenza dell’istituto ‘Accademia come polo identitario dei rodigini e dei polesani’. Non è semplicissimo dire che cosa si intenda per identità. Molti si sono spesi per chiarire questo concetto attraverso vie assai disparate. Un deposito culturale è tutto ciò che, in un modo o nell’altro, contiene informazione. Ma è pure la nostra memoria individuale con le informazioni che essa contiene e che vengono affiancate da tutte quelle false notizie da cui siamo pericolosamente attratti”.

“Esistono depositi culturali individuali e depositi culturali collettivi - ha proseguito Boniolo - e, ovviamente, esiste una gerarchia d’importanza dei depositi culturali sia individuali che collettivi. Ebbene, l’Accademia dei Concordi è un deposito culturale collettivo. Sicuramente uno dei tanti a livello nazionale o internazionale; ma per noi, nati o abitanti questa parte d’Italia, è il deposito più importante in quanto in essa vi è l’informazione che consente di avere un’identità culturale unica, diversa da quella di un padovano, di un catanese, di un aostano, di un madrileno, di un parigino”. “Dovremmo essere orgogliosi di essere rodigini e polesani anche perché orgogliosi di avere l’Accademia dei Concordi che contiene la nostra storia e il nostro futuro” ha concluso Boniolo, lasciando la parola a Francesco Sabatini, presidente emerito dell’Accademia della Crusca, che ha discusso la tesi secondo cui “Oggi è il popolo che apprezza di più l’italiano”.

Al termine delle celebrazioni hanno ricevuto l’investitura dei nuovi soci accademici ordinari, corrispondenti ed onorari: Marco Avezzù Pignatelli, Lino Pietro Callegarin, Carmine Fruncillo, Mariapaola Galasso, Alessandro Massarente, Paolo Scorzoni, Lino Segantin, Leopoldo Benacchio e Francesco Sabatini.

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