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L’inchiesta

“Sì ai controlli, se educativi”

I rodigini sono favorevoli ai test antidroga. Monica: “Tutte le precauzioni sono necessarie”. Lorenzo: “La strada è educativa”

“Sì ai controlli, se educativi”

Monica: “Tutte le precauzioni sono necessarie”. Lorenzo: “La strada deve essere formativa non repressiva”

La “piazza” si divide e non potrebbe essere altrimenti quando si “tocca” un tema così delicato. Le dichiarazioni dell'assessore regionale Elena Donazzan che è tornata a sostenere la necessità di sottoporre agli studenti, in accordo con le famiglie, un test per le sostanze stupefacenti, fanno discutere. Come lei stessa ha ribadito: “Il messaggio deve essere chiarissimo, la lotta alla droga deve essere senza quartiere. E tutto il mondo che si sente impegnato sul tema, dalle associazioni, alla politica, alle forze dell’ordine, deve sentirsi chiamato a fare di più”. La proposta dei test a scuola sono uno dei cavalli di battaglia dell'assessore Donazzan, per contrastare l'uso e lo spaccio di droga tra i ragazzi. Ma cosa ne pensano i cittadini di questa idea? Siamo andati a sentire un po' di opinioni a riguardo. Lorenzo Pavanello, noto avvocato, ad esempio, afferma: “Potrebbe essere iniziativa intelligente però, a mio parere, dovremo tutti 'spingerli' verso la parte educativa.

Non proprio d'accordo anche Mattia Maniezzo, consigliere dei 5Stelle che sottolinea: “Ci sono dei pro e dei contro ad una proposta così. Da una parte si intercettano situazioni sulla fascia debole, dall’altra si ledono le libertà personali. Meglio dare prospettive diverse per spingerli a non 'cadere' nella droga. Magari lavorando anche sulle famiglie. Il rigorismo e il controllo assoluto non sono la strada maestra, ma bisogna dare possibilità ai giovani di trovare un'altra strada. Che poi, a questo punto se vorranno farlo agli studenti, perché non iniziano dal Parlamento?”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche l'idea di Alice che vede la famiglia come punto focale per contrastare questo fenomeno: “I controlli ci possono anche stare ma non è un onere che si deve prendere, in primis, l'ambiente scolastico ma dovrebbe partire tutto dalla famiglia dei ragazzi. E' chiaro che in ambienti come quelli della scuola, lo spaccio esiste ma andrebbe contrastato in maniera differente”. Pienamente d'accordo con la proposta dell'assessore regionale Elena Donazzan è Paolo che chiosa con un: “Sono pienamente a favore, il perché mi sembra alquanto scontato e non serve spiegarlo”.

Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 31 gennaio

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