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BADIA POLESINE

Sul palco, il Far West padano

Un toccante racconto di povertà, confini e disperazione

Dopo l'esordio con le musiche di Mozart e Morricone, gli appuntamenti in scaletta della stagione teatrale al Balzan sono ripartiti lo scorso sabato sera con lo spettacolo “Savana Padana”.

L'associazione del teatro Eugenio Balzan, con la collaborazione di Teatro Stabile e Filarmonici veneti, ha portato sul palco della “piccola Fenice” la rappresentazione tratta dal romanzo di Matteo Righetto, ambientata nel paesaggio di una campagna desolata che si staglia tra il Brenta e il Piovego. “Savana Padana” è una storia di confini: quello tra i capannoni e i campi di mais, quello tra italiani e stranieri più o meno integrati, quello tra la ricchezza economica e la povertà culturale.

E’ in queste frizioni che lo scrittore Matteo Righetto ha cercato il contenuto per il proprio romanzo, un noir dai tratti grotteschi, e la versione teatrale, adattata e diretta da Stefano Scandaletti, ne offre una rilettura in chiave tragicomica. La parabola, che porta in scena una sorta di "far west" padano, è raccontata dalla voce di quattro attori in uno spazio simbolico. Per sopravvivere alla disperazione, alla routine quotidiana, i quattro protagonisti cercano una rivalsa, a scapito di qualcun altro.

Lo spettacolo, di produzione del Teatro Stabile del Veneto, ha portato a Badia gli attori Riccardo Gamba, Pietro Quadrino, Davide Sportelli e Francesco Wolf, già a fianco di Scandaletti nel "Giulio Cesare" di Alex Rigola. Dopo una prima da tutto esaurito, la seconda serata in calendario, programmata peraltro nel giorno della finalissima di Sanremo, non ha però saputo replicare il successo dell'esordio in termini di pubblico

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