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IL GIALLO

Trovato morto in casa nel sangue

Giallo sul decesso di Roberto Schiesaro, 53 anni. Viveva in viale Porta Po, in una villetta

Trovato morto in casa nel sangue

Lo ha trovato la sorella, che da qualche anno, dopo il trasferimento nel Ferrarese, non viveva più con lui, ma che spessissimo andava ancora a trovarlo. Non ricevendo risposta, ha deciso di entrare in casa. Non è stato difficile, dal momento che sapeva dove Roberto Schiesaro, 53 anni - ne avrebbe compiuti 54 ad aprile - teneva nascosto il mazzo di chiavi di riserva.

Così, è entrata nell’abitazione al civico 47/A di viale Porta Po, porzione di una villa bifamiliare, e ha trovato il fratello senza vita. Era, secondo le prime ricostruzioni, riverso nel locale adibito a cucina, in mezzo al sangue, con due ferite alla testa. Abbastanza per spingere il personale della Volante della questura, accorso sul posto, a contattare la sala operativa, segnalando un decesso che meritava approfondimenti. Alla luce della situazione, non poteva essere considerata senza alcun dubbio una morte accidentale o un evento naturale.

Anche il primo sopralluogo degli investigatori della squadra mobile e della scientifica non ha consentito di escludere del tutto una morte violenta, così che sono arrivati i vertici della scientifica di Padova, guidati dal primo dirigente responsabile dell’ufficio. il medico legale e, infine, anche il magistrato Francesco D’Abrosca, sostituto procuratore a Rovigo. Un sopralluogo condotto con le massime cautele, per non contaminare la scena del crimine.

Secondo la prima impressione del medico legale, appare difficile che le lesioni distinguibili a prima vista abbiano provocato la morte. Sarà quindi valutata l’autopsia, per chiarire l’accaduto. Dovrebbe disporla nelle prossime ore il sostituto procuratore D’Abrosca.

A fare pensare a un incidente domestico, piuttosto che a un episodio violento, soprattutto il fatto che, al di là delle condizioni in cui è stato trovato il corpo, in casa non sia stata trovata alcuna prova della presenza di una persona estranea, né, tantomeno, indizi di una possibile colluttazione o di un episodio violento che avrebbe potuto coinvolgere il 53enne.

Le indagini, comunque, sono durate ore e sono ancora ben lontane dall’essere concluse definitivamente. Il primo ritrovamento è avvenuto verso le 10 del mattino, in seguito alla visita della sorella, mentre il trasporto del corpo alla camera mortuaria dell’ospedale è arrivato unicamente nella prima serata.

Ora, si attendono quegli approfondimenti che dovrebbero consentire di chiudere la vicenda come un episodio, per quanto tragico, accidentale, così da consentire poi alla Procura di emettere il nulla osta per la fissazione e la celebrazione delle esequie.

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