you reporter

Badia Polesine

Casa di riposo: sindacati sul piede di guerra

Dito puntato contro la Regione: “Se erogasse la quota sanitaria, il bilancio sarebbe in positivo”

Casa di riposo: sindacati sul piede di guerra

 Cisl, Cgil e Uil pronti ad inasprire la lotta sindacale per protestare contro la situazione di criticità della Casa del Sorriso.

In una nota, i sindacati provinciali puntano il dito sulle difficoltà finanziarie dell’ente, un problema che si sta riflettendo, oltre che sui familiari, anche sui lavoratori. “Abbiamo discusso con i lavoratori la drammatica situazione del bilancio - scrivono i sindacati - che, diversamente da come si era posto il presidente nell’ultimo incontro con un atteggiamento che sembrava far trasparire una situazione in fase di recupero, sta mettendo in seria discussione la sostenibilità economica della struttura, mentre le conseguenze si abbattono, oltre che sui familiari con gli aumenti delle rette, anche sui lavoratori che non si vedono retribuito parte del salario e soprattutto, cosa più grave, non vedono i necessari investimenti sul personale che si traducono con carichi di lavoro non più sostenibili fino all’impossibilità di andare in ferie. Si è perciò deciso di inasprire la lotta sindacale con tutte le iniziative pubbliche e di protesta che metteremo in campo nelle prossime settimane, anche coinvolgendo le altre strutture pubbliche del territorio”.

“Inoltre - riprendono - ritenendo la Regione Veneto la maggior responsabile di questa situazione, avvieremo un percorso rivendicativo, anche di tipo legale, sia per l’inadempienza legislativa, mancata riforma delle Ipab, sia per il mancato adeguamento della quota sanitaria e la previsione di implementare il numero di impegnative per il territorio rodigino, che sta determinando una ricaduta negativa economica e lavorativa sui dipendenti”.

“Se la quota sanitaria prevista per legge fosse erogata a tutti gli ospiti ricoverati - continua la nota - il bilancio della casa di riposo sarebbe in positivo. Questa situazione, che riguarda tutte le strutture anche se in modo differente, avviene mentre è sempre più alta la richiesta di assistenza. Tutto questo purtroppo non vede una grande presa di posizione da parte delle amministrazioni comunali, colpevoli di una scarsa programmazione degli ultimi 20 anni che non ha tenuto conto delle risorse, limitandosi ad aumentare un mercato che ormai ha privatizzato il 50% del sistema, mentre fanno ben poco perché questa situazione non ricadi sulle famiglie e sul mondo del lavoro. Le uniche soluzioni messe in campo sono la scelta di non decidere da parte della Regione che, oltre a non programmare e non finanziare adeguatamente, scarica sul socio sanitario, sul sociale e sul territorio i tagli avvenuti sulla sanità ospedaliera, mentre localmente aprono strutture private che riducono il costo del lavoro”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl