you reporter

Il caso

“Metodi militari? Guardia alta”

Cgil, Cisl e Uil: “La produttività spinta non può trascurare valore e qualità del lavoro”

“Metodi militari? Guardia alta”

“Siamo in un contesto di lavoro, non in guerra”. E quindi, va bene una chirurgica organizzazione per la gestione di 700 pacchi all’ora, ma senza esagerare con disciplina militare e chissà quali metodi da caserma. I sindacati polesani hanno alzato la soglia di attenzione in vista dell’apertura del maxi magazzino di Amazon sul territorio di Castelguglielmo e San Bellino. La possibilità che ai vertici dei processi lavorativi dello stabilimento che in tre anni assumerà 900 lavoratori arrivino solo ex militari, abituati a comandare decine di persone e a far “rigar dritto” la truppa, mette Cgil, Cisl e Uil su chi va là.

“Sappiamo bene - dice Pieralberto Colombo, segretario della Cgil di Rovigo - che Amazon non cura molto le relazioni sindacali, e che pretende molto dai propri dipendenti. D’altra parte il turn over è altissimo. Però quello che chiediamo, e chiederemo, è di tenere sotto controllo carichi di lavoro e modalità di espletamento delle attività. La premessa, ovvia, è che è positivo l’arrivo di un investimento da 900 posti di lavoro, ma senza arrivare a gerarchie e metodi troppo estremi. Anche perché altrimenti occorre interrogarsi se una qualità del lavoro non alta può davvero portare crescita in un territorio”.

Anche perché, sottolinea Samuel Scavazzin, segretario della Cisl di Padova Rovigo “la gerarchia militare va bene in contesti di guerra, con regole di ingaggio proprie. Ma nell’ambiente di lavoro i metodi devono per forza essere differenti. So che Amazon ha nel suo dna questa ricerca spinta delle gerarchie, e so anche che in molti stabilimenti il sindacato fatica ad avere relazioni costanti. Mi auguro, però, che la dirigenza sia altrettanto pronta a concedere la giusta flessibilità ai propri dipendenti, visto che la chiede quando c’è da organizzare turni, straordinari. Ex militari alla guida di un’azienda è in puro stile americano, e da un certo punto di vista è comprensibile se consideriamo i numeri che lo stabilimento deve produrre, però senza scordare che le risorse umane sono, appunto, risorse e non soldati da mandare al fronte. Ho fatto anche io il militare volontario, e so come funzionano la disciplina e le varie disposizioni. Ma le regola d’ingaggio, per rimanere su termini da esercito, sono diversi nella vita civile”.

Riccardo Dal Lago, responsabile della Uil aggiunge che “l’idea di militarizzare, dal punto di vista di gerarchie e metodi, il luogo di lavoro ci preoccupa. Il timore è che un colosso come Amazon, abituato a numeri sempre più grandi sia, a volte, poco attento al benessere del lavoratore. Sappiamo tutti che determinate logiche e numeri da mantenere richiedono un’organizzazione senza sbavature. ma cercheremo di incontrare la dirigenza dello stabilimento per affrontare queste tematiche. Ben sapendo che alla base c’è la soddisfazione per l’apertura di centinaia di posti di lavoro.”

Il profilo militare che Amazon potrebbe cercare per la guida dello stabilimento che sta sorgendo lungo la Transpolesana rientra nelle linee aziendali del gruppo. I numeri d’altra parte parlano da solo, con una ricerca della produttività molto spinta: 700 pacchi all’ora, 11 al minuto, uno ogni 5 secondi. lavoratori, quindi che rischiano di essere soprattutto ingranaggi di una colossale catena di montaggio.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune
speciali: Teatro Sociale di Rovigo

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl