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Le strade dei fantasmi

Calto, più terra che abitanti

A Castelmassa: “Prima di costruire nuovi capannoni, vanno usati gli esistenti”

Calto, più terra che abitanti

Arriviamo a Calto e Castelmassa, punta estrema dell’Alto Polesine e fine del viaggio tra i vuoti del territorio che è stato destinato alla Zls, la Zona logistica semplificata, ancora tutta da definire. Per l’ultimo giorno di viaggio tra i capannoni e le strutture chiuse e abbandonate che si affacciano sulla Strada Regionale 6 Eridania Occidentale, abbiamo percorso il tratto che collega Salara con la Strada Regionale 482 Alto Polesana passando per i territori comunali di Calto e di Castelmassa. Il primo comune che si incontra è Calto, il più piccolo comune della provincia ma che, paradossalmente, ha un potenziale di aree di espansione davvero notevole. Superata la macro area dove il comune di Calto detiene qualcosa come 714mila mq di terreno in continuità con i comuni di Calto e Salara, per un totale di circa 1.385.000 metri quadrati, si entra nel territorio comunale del piccolo paese rivierasco.

L’elenco dei capannoni e delle strutture dismesse in questo comune è molto breve anche considerando non solo quelli adiacenti alla via Eridania. “Abbiamo un solo capannone fronte strada che era all’asta e due in centro urbano: uno era sfitto, l'altro è un vecchio fabbricato difficile da piazzare – commenta il sindaco Michele Fioravanti, che è anche un addetto ai lavori - In compenso abbiamo alcuni lotti liberi a edificabilità diretta sull'area industriale esistente di circa 10mila mq, circa 714mila metri quadrati di espansione su via Eridania da urbanizzare, di cui una piccola parte, circa 40mila metri quadrati, già con piano di lottizzazione industriale di iniziativa privata”. A Calto esiste anche un'area adibita a servizi e terziario di fronte alla rotatoria incrocio tra Eridania e Strada provinciale 11 Ceneselli-Transpolesana/Badia Polesine e un’area di completamento/espansione in centro urbano di circa 12mila metri quadrati.

Superata la rotatoria, entriamo nel territorio comunale di Castelmassa e anche qui le strutture vuote non sono poi molte dato che, nonostante la crisi, le aziende del luogo sembrano aver superato il periodo senza troppi danni. Indubbiamente salta agli occhi il capannone con annessi uffici nel quale operava una ditta di produzione e vendita di abbigliamento firmato, probabilmente ancora vuoto dopo il fallimento, ma da poco acquistato da un’azienda che a breve dovrebbe iniziare ad utilizzarlo. Poco più avanti sono ancora chiusi o utilizzati in minima parte anche un ex ferramenta e vendita di articoli casalinghi, e un capannone le quale trovava spazio un grande negozio di scarpe. “Ovviamente non posso che auspicare che queste strutture possano essere recuperate e riutilizzate al più presto – afferma il sindaco Luigi Petrella – Dopo anni di inutilizzo sarebbe uno spreco di superficie se qualche azienda decidesse di venire ad investire qui senza pensare prima di riutilizzare questi edifici. Prima di costruirne di nuovi, ovviamente a parità di superficie e di disponibilità, andranno recuperati quelli esistenti e attualmente chiusi”.

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