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TRIBUNALE

Morto nel rogo sul lavoro a 39 anni: condannati in due

Diventano definitive due condanne per la tragedia avvenuta ad aprile del 2006 ai Cantieri

Morto nel rogo sul lavoro a 39 anni: condannati in due

Dopo quasi 14 anni, arriva la parola fine per la vicenda giudiziaria relativa alla morte di Massimo Massarenti, 39 anni, avvenuta il 4 aprile del 2006 ai Cantieri Navali Visentini. Nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il pronunciamento della Cassazione, che ha sostanzialmente confermato la pronuncia della Corte di Appello di Venezia che, a propria volta, a maggio del 2018, aveva attenuato quella del Tribunale di Rovigo, fissando le pene a 1 anno e 2 mesi di reclusione per il datore di lavoro diretto di Massarenti e a 7 mesi di reclusione per i due imprenditori dei Cantieri finiti a giudizio. Per tutti, era stata riconosciuta la sospensione condizionale.

L’ipotesi di reato era quella di omicidio colposo, per presunte violazioni della normativa sul lavoro, che avrebbero portato alla tragedia.

A quanto ricostruito all’epoca, il 39enne stava lavorando con una smerigliatrice nella stiva di una imbarcazione in costruzione, quando all’improvviso si sarebbe generata una scintilla che provocò un incendio. Questo, unito agli spazi angusti nei quali l’uomo stava lavorando, non gli lasciò nessuno scampo, uccidendolo sul colpo. La Cassazione, nel valutare i ricorsi, ha preso atto del fatto che uno dei tre imprenditori è, nel frattempo, deceduto, annullando la sentenza a suo carico, mentre per gli altri due ha rigettato i ricorsi. Già in Appello era stata riconosciuta la attenuante derivante dall’avere risarcito il danno alla famiglia dell’operaio morto sul lavoro.

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