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Inquinamento

Smog, Rovigo è già fuorilegge

36esimo superamento della soglia di guardia nel 2020 sui 35 ammessi in un anno

Smog, Rovigo è già fuorilegge

A Rovigo siamo già a fine anno. Un salto temporale che falsifica il calendario, ma è l’unico modo per non considerare l’aria che si respira in città “fuorilegge”. Lunedì scorso, infatti, l’ultima rilevazione delle centraline Arpav ha evidenziato il ritorno dello smog ad alti livelli, fotografando l’ennesimo sforamento del limite di guardia. E si tratta del 36 superamento della soglia 50 (microgrammi di pm10 per metro cubo d’aria). E in un anno ne sono ammessi 35.

In un mese e mezzo, quindi, o poco più, Rovigo ha già bruciato il bonus di sforamenti consentiti in un anno. Da ieri quindi tutti i livelli di inquinamento da aria scadente rimarcheranno la situazione fuori norma della città. Un essere fuorilegge che non prevede sanzioni o punizioni, ma che dimostra una volta di più la condizione di cappa da polveri sottili che i rodigini, e i polesani, devono sopportare. Aria irrespirabile e di scadente qualità che è sicuramente un fattore comune a gran parte della pianura padana e del Veneto e che fino adora non ha trovato efficaci contromisure. Anche le ordinanze comunali emesse in mezzo Veneto, infatti, hanno soltanto attenuato un problema di portata generale. Le limitazioni al traffico e quelle, di ancor più difficile verifica, alle caldaie e centrali di riscaldamento, non sono riuscite ad evitare questi numeri da record.

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